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La Francia introduce l’esame civico obbligatorio per i permessi di soggiorno pluriennali dal 1° gennaio 2026

dic 28, 2025
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La Francia introduce l’esame civico obbligatorio per i permessi di soggiorno pluriennali dal 1° gennaio 2026
I cittadini stranieri residenti in Francia con un titre de séjour temporaneo dovranno affrontare da settimana prossima una nuova sfida: un esame civico a superamento obbligatorio per chi richiede un permesso di soggiorno pluriennale, una carte de résident decennale o la naturalizzazione. La misura, pubblicata sul Journal officiel il 10 ottobre e confermata dalle linee guida governative diffuse questa settimana, entrerà in vigore il 1° gennaio 2026.

Il test, della durata di 45 minuti, comprende 28 domande a scelta multipla su storia francese, istituzioni, laicità, parità di genere e vita pratica in Francia, oltre a 12 domande basate su scenari per valutare l’integrazione quotidiana. Per superarlo è necessario ottenere almeno 32/40 (80%). La tassa d’esame è di 69 euro e il risultato è valido per quattro anni. Ogni anno si prevede che più di 100.000 richiedenti permessi pluriennali e circa 35.000 candidati alla naturalizzazione sosterranno l’esame.

La Francia introduce l’esame civico obbligatorio per i permessi di soggiorno pluriennali dal 1° gennaio 2026


La riforma, promossa dall’ex ministro dell’Interno Bruno Retailleau, fa parte di un più ampio progetto per “rendere l’integrazione un dovere, non un’opzione”. I sostenitori affermano che un test uniforme sostituisce il mosaico di colloqui prefettizi, spesso molto diversi per difficoltà. I critici invece sottolineano che molte domande – come la data esatta della legge del 1905 sulla separazione tra Chiesa e Stato – sono sconosciute anche a molti cittadini francesi e che già si stanno diffondendo corsi privati di preparazione da 200 a 400 euro, favorendo chi ha maggiori risorse.

Per le aziende, la preoccupazione immediata riguarda i tempi di elaborazione. Finora i titolari di talent-passport erano esentati da test linguistici o di integrazione, ma i giovani dipendenti che passano dallo status di studente a quello di lavoratore dovranno superare l’esame prima di ottenere la nuova carta. I responsabili della mobilità dovranno prevedere un margine extra di quattro-sei settimane nelle date di inizio incarico e mettere in conto costi per esame e materiali formativi. Anche le università consigliano ai laureati internazionali con offerte di lavoro in Francia di iscriversi alle prime sessioni disponibili a gennaio per evitare ritardi.

Sul lungo termine, il nuovo requisito segna un cambio verso un’immigrazione basata sulle competenze: i migranti economici che padroneggiano la cultura civica francese potranno accedere più rapidamente a uno status stabile, mentre chi non supera l’esame rischia di restare bloccato con rinnovi annuali. Le aziende che prevedono di assumere talenti extra-UE dopo il 2026 dovranno quindi includere nel pacchetto di trasferimento supporto linguistico e di integrazione per restare competitive.
Fonte: Le Monde

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