
Le ambasciate britanniche da Sydney a Toronto sono state sommerse di richieste dopo che il Regno Unito ha confermato che, a partire dal 25 febbraio 2026, i cittadini con doppia nazionalità dovranno presentare al confine un passaporto britannico valido o un Certificato Digitale di Diritto (COE) per esercitare la cittadinanza britannica. Secondo l’ABC, oltre 1,2 milioni di persone nel mondo potrebbero essere interessate, con l’Australia che ospita più di 650.000 britannico-australiani.
Attualmente molti cittadini con doppia nazionalità entrano nel Regno Unito utilizzando il passaporto più conveniente, spesso quello con la validità più lunga o la tariffa di rinnovo più bassa. La riforma elimina questa scappatoia, nell’ambito della transizione del Ministero dell’Interno verso un sistema di immigrazione completamente digitale basato su Autorizzazioni di Viaggio Elettroniche (ETA) e eVisa. Da fine febbraio, i vettori saranno obbligati a verificare che i passeggeri che dichiarano la nazionalità britannica siano in possesso di un passaporto UK o di un COE collegato al loro account UK Visas & Immigration (UKVI); in caso contrario, l’imbarco sarà negato.
Un passaporto britannico standard costa circa 190 dollari australiani e può richiedere fino a sei settimane se richiesto dall’estero, mentre il COE — valido a vita — costa 1.100 dollari australiani più un appuntamento biometrico. Decine di “Ten-pound Pom” di ritorno hanno detto all’ABC di temere di dover cancellare le vacanze o pagare la tariffa più alta, poiché il periodo tra l’annuncio e l’entrata in vigore è troppo breve. La Commissione Britannica sottolinea che le regole riflettono gli standard globali e migliorano la sicurezza, citando sistemi simili negli Stati Uniti e in Canada.
Per i datori di lavoro il rischio principale è quello di ritrovarsi con personale bloccato all’estero. I responsabili della mobilità consigliano ai cittadini con doppia nazionalità in missione all’estero di controllare immediatamente la validità del passaporto e, se necessario, prenotare un appuntamento per il COE prima della scadenza di febbraio. I consulenti per i rischi di viaggio evidenziano inoltre che i bambini nati all’estero da genitori britannici — che spesso hanno la cittadinanza latente ma non possiedono un passaporto UK — dovranno rispettare lo stesso requisito.
Le compagnie aeree hanno iniziato ad aggiornare i software di check-in per convalidare i COE. Una volta che il Ministero dell’Interno inizierà a emetterli digitalmente dal 26 febbraio, il confine britannico avrà una visibilità quasi in tempo reale dello status di immigrazione di ogni passeggero, un tassello fondamentale per la visione delle “corsie senza contatto” prevista per il 2030.
Attualmente molti cittadini con doppia nazionalità entrano nel Regno Unito utilizzando il passaporto più conveniente, spesso quello con la validità più lunga o la tariffa di rinnovo più bassa. La riforma elimina questa scappatoia, nell’ambito della transizione del Ministero dell’Interno verso un sistema di immigrazione completamente digitale basato su Autorizzazioni di Viaggio Elettroniche (ETA) e eVisa. Da fine febbraio, i vettori saranno obbligati a verificare che i passeggeri che dichiarano la nazionalità britannica siano in possesso di un passaporto UK o di un COE collegato al loro account UK Visas & Immigration (UKVI); in caso contrario, l’imbarco sarà negato.
Un passaporto britannico standard costa circa 190 dollari australiani e può richiedere fino a sei settimane se richiesto dall’estero, mentre il COE — valido a vita — costa 1.100 dollari australiani più un appuntamento biometrico. Decine di “Ten-pound Pom” di ritorno hanno detto all’ABC di temere di dover cancellare le vacanze o pagare la tariffa più alta, poiché il periodo tra l’annuncio e l’entrata in vigore è troppo breve. La Commissione Britannica sottolinea che le regole riflettono gli standard globali e migliorano la sicurezza, citando sistemi simili negli Stati Uniti e in Canada.
Per i datori di lavoro il rischio principale è quello di ritrovarsi con personale bloccato all’estero. I responsabili della mobilità consigliano ai cittadini con doppia nazionalità in missione all’estero di controllare immediatamente la validità del passaporto e, se necessario, prenotare un appuntamento per il COE prima della scadenza di febbraio. I consulenti per i rischi di viaggio evidenziano inoltre che i bambini nati all’estero da genitori britannici — che spesso hanno la cittadinanza latente ma non possiedono un passaporto UK — dovranno rispettare lo stesso requisito.
Le compagnie aeree hanno iniziato ad aggiornare i software di check-in per convalidare i COE. Una volta che il Ministero dell’Interno inizierà a emetterli digitalmente dal 26 febbraio, il confine britannico avrà una visibilità quasi in tempo reale dello status di immigrazione di ogni passeggero, un tassello fondamentale per la visione delle “corsie senza contatto” prevista per il 2030.
Fonte: ABC News (Australia)
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