
Lunedì, la Transportation Security Administration (TSA) ha confermato che il programma TSA PreCheck Touchless ID — un sistema opzionale che utilizza il riconoscimento facciale al posto dei documenti fisici — passerà dalla fase pilota a una diffusione su scala nazionale. Entro la tarda primavera, 65 aeroporti offriranno corsie biometriche, con priorità alle città ospitanti la Coppa del Mondo FIFA 2026, quando si prevede un picco di arrivi internazionali.
Con questo sistema, i viaggiatori iscritti a PreCheck caricano una foto del passaporto tramite il sito o l’app della compagnia aerea. Al controllo, una telecamera verifica l’immagine in tempo reale confrontandola con i database governativi; una volta confermata la corrispondenza, il passeggero può procedere senza mostrare passaporto o patente. La TSA afferma che il processo riduce i tempi di verifica a circa cinque secondi e limita la manipolazione dei documenti, un problema di salute pubblica ancora sentito dopo la pandemia di COVID-19.
I sostenitori della privacy e diversi senatori hanno subito sollevato preoccupazioni. Il “Traveler Privacy Protection Act”, bipartisan e presentato lo scorso anno, vieterebbe alla TSA di rendere obbligatori gli scanner facciali e imporrebbe la cancellazione rapida dei dati biometrici. La TSA risponde che le foto sono criptate, conservate per meno di 24 ore e mai condivise con database delle forze dell’ordine — garanzie che i critici giudicano insufficienti dopo che una violazione di un subappaltatore nel 2024 ha esposto 190.000 immagini.
Le compagnie aeree sono entusiaste. Delta, United, Alaska, Southwest e JetBlue sono già integrate, e l’associazione Airlines for America prevede che il 40% degli utenti PreCheck nazionali aderirà nel primo anno. I responsabili dei viaggi aziendali vedono la tecnologia come un vantaggio per le coincidenze strette e il monitoraggio della duty of care, pur consigliando alle aziende di informare i dipendenti sui diritti di opt-out in giurisdizioni come l’Illinois, che limita il riconoscimento facciale.
Per ora il programma resta volontario, ma gli esperti prevedono che un’adozione diffusa possa spingere i ritrosi a partecipare — come è avvenuto con la normalizzazione di PreCheck stesso. I viaggiatori preoccupati per l’uso dei dati possono rifiutare la scansione e sottoporsi al controllo tradizionale, anche se gli agenti TSA avvertono che code separate potrebbero allungare i tempi di attesa durante l’afflusso per la Coppa del Mondo.
Con questo sistema, i viaggiatori iscritti a PreCheck caricano una foto del passaporto tramite il sito o l’app della compagnia aerea. Al controllo, una telecamera verifica l’immagine in tempo reale confrontandola con i database governativi; una volta confermata la corrispondenza, il passeggero può procedere senza mostrare passaporto o patente. La TSA afferma che il processo riduce i tempi di verifica a circa cinque secondi e limita la manipolazione dei documenti, un problema di salute pubblica ancora sentito dopo la pandemia di COVID-19.
I sostenitori della privacy e diversi senatori hanno subito sollevato preoccupazioni. Il “Traveler Privacy Protection Act”, bipartisan e presentato lo scorso anno, vieterebbe alla TSA di rendere obbligatori gli scanner facciali e imporrebbe la cancellazione rapida dei dati biometrici. La TSA risponde che le foto sono criptate, conservate per meno di 24 ore e mai condivise con database delle forze dell’ordine — garanzie che i critici giudicano insufficienti dopo che una violazione di un subappaltatore nel 2024 ha esposto 190.000 immagini.
Le compagnie aeree sono entusiaste. Delta, United, Alaska, Southwest e JetBlue sono già integrate, e l’associazione Airlines for America prevede che il 40% degli utenti PreCheck nazionali aderirà nel primo anno. I responsabili dei viaggi aziendali vedono la tecnologia come un vantaggio per le coincidenze strette e il monitoraggio della duty of care, pur consigliando alle aziende di informare i dipendenti sui diritti di opt-out in giurisdizioni come l’Illinois, che limita il riconoscimento facciale.
Per ora il programma resta volontario, ma gli esperti prevedono che un’adozione diffusa possa spingere i ritrosi a partecipare — come è avvenuto con la normalizzazione di PreCheck stesso. I viaggiatori preoccupati per l’uso dei dati possono rifiutare la scansione e sottoporsi al controllo tradizionale, anche se gli agenti TSA avvertono che code separate potrebbero allungare i tempi di attesa durante l’afflusso per la Coppa del Mondo.
Fonte: The Washington Post