
Appena poche ore prima di uno sciopero indefinito che minacciava di paralizzare il flusso di passeggeri nel principale scalo di Cipro, la Federazione Pan-cipriota dei Taxi Urbani ha annunciato la sera del 26 gennaio la sospensione, almeno per il momento, dello sciopero all’Aeroporto Internazionale di Larnaca. La decisione è arrivata dopo un incontro d’emergenza con il Dipartimento dei Trasporti Stradali e la garanzia che i deputati della Commissione Trasporti della Camera avvieranno la prossima settimana consultazioni formali sulla normativa relativa ai servizi di ride-hailing.
I sindacati dei tassisti hanno portato avanti per mesi una campagna contro quella che definiscono “un’invasione non regolamentata” delle piattaforme digitali che permettono a veicoli autorizzati in altri distretti – o in alcuni casi a vetture private – di effettuare corse redditizie da e per l’aeroporto. I conducenti denunciano un calo del fatturato tra il 30 e il 40%. Tra le proteste precedenti, uno sciopero di 24 ore il 20 gennaio aveva causato lunghe code per turisti e viaggiatori d’affari in arrivo.
Per i responsabili della mobilità, la sospensione rappresenta una boccata d’aria: Larnaca (LCA) gestisce circa il 70% del traffico internazionale programmato di Cipro, e uno sciopero prolungato dei taxi avrebbe costretto dipendenti e ospiti aziendali a fare affidamento su autobus poco frequenti o trasferimenti prenotati a caro prezzo. Tuttavia, il sindacato ha avvertito che “escalation senza preavviso” potrebbe verificarsi se le modifiche legislative non prevedranno un geo-fencing che impedisca alle app di ride-hailing di inviare veicoli non locali all’aeroporto.
Le aziende dovrebbero consigliare ai viaggiatori in arrivo nelle prossime due settimane di monitorare i media locali e di prevedere soluzioni alternative per il trasporto terrestre. I datori di lavoro che rimborsano abitualmente i trasferimenti aeroportuali potrebbero voler chiarire che solo i taxi autorizzati (con tariffe stampate e insegne luminose sul tetto) sono ammessi per le richieste di rimborso, riducendo il rischio di ricevute non conformi in caso di inasprimento delle normative.
Oltre a Cipro, l’episodio evidenzia un conflitto più ampio tra i tassisti tradizionali e le piattaforme digitali di mobilità negli aeroporti europei, una tendenza che può compromettere i piani di viaggio dell’ultimo miglio anche in destinazioni altrimenti stabili.
I sindacati dei tassisti hanno portato avanti per mesi una campagna contro quella che definiscono “un’invasione non regolamentata” delle piattaforme digitali che permettono a veicoli autorizzati in altri distretti – o in alcuni casi a vetture private – di effettuare corse redditizie da e per l’aeroporto. I conducenti denunciano un calo del fatturato tra il 30 e il 40%. Tra le proteste precedenti, uno sciopero di 24 ore il 20 gennaio aveva causato lunghe code per turisti e viaggiatori d’affari in arrivo.
Per i responsabili della mobilità, la sospensione rappresenta una boccata d’aria: Larnaca (LCA) gestisce circa il 70% del traffico internazionale programmato di Cipro, e uno sciopero prolungato dei taxi avrebbe costretto dipendenti e ospiti aziendali a fare affidamento su autobus poco frequenti o trasferimenti prenotati a caro prezzo. Tuttavia, il sindacato ha avvertito che “escalation senza preavviso” potrebbe verificarsi se le modifiche legislative non prevedranno un geo-fencing che impedisca alle app di ride-hailing di inviare veicoli non locali all’aeroporto.
Le aziende dovrebbero consigliare ai viaggiatori in arrivo nelle prossime due settimane di monitorare i media locali e di prevedere soluzioni alternative per il trasporto terrestre. I datori di lavoro che rimborsano abitualmente i trasferimenti aeroportuali potrebbero voler chiarire che solo i taxi autorizzati (con tariffe stampate e insegne luminose sul tetto) sono ammessi per le richieste di rimborso, riducendo il rischio di ricevute non conformi in caso di inasprimento delle normative.
Oltre a Cipro, l’episodio evidenzia un conflitto più ampio tra i tassisti tradizionali e le piattaforme digitali di mobilità negli aeroporti europei, una tendenza che può compromettere i piani di viaggio dell’ultimo miglio anche in destinazioni altrimenti stabili.
Fonte: Cyprus Mail
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