
Poche ore dopo aver pubblicato la sua Strategia per i Visti, il 29 gennaio 2026 la Commissione Europea ha presentato una vasta Strategia europea per la gestione dell’asilo e della migrazione che guiderà le priorità legislative e di finanziamento fino al 2031. Pur essendo in gran parte a livello UE, il piano avrà conseguenze dirette sui processi di assunzione e sul quadro normativo in Belgio.
La Strategia si articola su tre pilastri: contenere la migrazione irregolare, proteggere i rifugiati e attrarre talenti legali. Per limitare le permanenze irregolari, la Commissione promette proposte per digitalizzare le procedure di rimpatrio e rafforzare il ruolo operativo di Frontex, consentendo potenzialmente alle autorità belghe di accedere in tempo reale alle banche dati UE durante le espulsioni. Un nuovo “meccanismo di facilitazione dei rimpatri” collegherà visti, incentivi commerciali e di sviluppo alla cooperazione sui rimpatri, richiamando l’iniziativa belga per partnership più solide con i paesi di transito nordafricani.
Sul fronte della protezione, il documento prevede una gestione più rapida delle domande d’asilo lungo le frontiere esterne e un meccanismo di crisi per supportare gli Stati membri in caso di afflussi improvvisi. L’Ufficio del Commissario Generale per i Rifugiati e gli Apolidi (CGRS) del Belgio — attualmente alle prese con ritardi nelle interviste aggravati da uno sciopero ferroviario di una settimana — potrebbe ricevere fondi UE aggiuntivi per ampliare la capacità e implementare strumenti digitali per la gestione dei casi.
Forse l’aspetto più rilevante per le multinazionali è l’impegno a “potenziare le Partnership per il Talento esistenti e lanciarne di nuove.” Questi canali bilaterali di mobilità — già sperimentati tra Belgio e Marocco per profili tecnologici — saranno estesi ai settori con carenze acute, dalla sanità ai semiconduttori. La Commissione accenna inoltre a piattaforme UE di matching delle competenze che integrano dati del mercato del lavoro con i flussi dei visti, riducendo i tempi di attesa per i permessi di lavoro.
Il messaggio per i team di mobilità aziendale è chiaro: i controlli sulla regolarità dell’occupazione si inaspriranno, mentre le vie legali per i talenti selezionati dovrebbero diventare più prevedibili, a patto che le aziende si coinvolgano tempestivamente nei prossimi progetti pilota. I tre governi regionali del Belgio, in particolare le Fiandre, sono attesi allineare le riforme del permesso unico con il calendario UE per accedere a nuovi fondi per digitalizzazione e controlli.
La Strategia si articola su tre pilastri: contenere la migrazione irregolare, proteggere i rifugiati e attrarre talenti legali. Per limitare le permanenze irregolari, la Commissione promette proposte per digitalizzare le procedure di rimpatrio e rafforzare il ruolo operativo di Frontex, consentendo potenzialmente alle autorità belghe di accedere in tempo reale alle banche dati UE durante le espulsioni. Un nuovo “meccanismo di facilitazione dei rimpatri” collegherà visti, incentivi commerciali e di sviluppo alla cooperazione sui rimpatri, richiamando l’iniziativa belga per partnership più solide con i paesi di transito nordafricani.
Sul fronte della protezione, il documento prevede una gestione più rapida delle domande d’asilo lungo le frontiere esterne e un meccanismo di crisi per supportare gli Stati membri in caso di afflussi improvvisi. L’Ufficio del Commissario Generale per i Rifugiati e gli Apolidi (CGRS) del Belgio — attualmente alle prese con ritardi nelle interviste aggravati da uno sciopero ferroviario di una settimana — potrebbe ricevere fondi UE aggiuntivi per ampliare la capacità e implementare strumenti digitali per la gestione dei casi.
Forse l’aspetto più rilevante per le multinazionali è l’impegno a “potenziare le Partnership per il Talento esistenti e lanciarne di nuove.” Questi canali bilaterali di mobilità — già sperimentati tra Belgio e Marocco per profili tecnologici — saranno estesi ai settori con carenze acute, dalla sanità ai semiconduttori. La Commissione accenna inoltre a piattaforme UE di matching delle competenze che integrano dati del mercato del lavoro con i flussi dei visti, riducendo i tempi di attesa per i permessi di lavoro.
Il messaggio per i team di mobilità aziendale è chiaro: i controlli sulla regolarità dell’occupazione si inaspriranno, mentre le vie legali per i talenti selezionati dovrebbero diventare più prevedibili, a patto che le aziende si coinvolgano tempestivamente nei prossimi progetti pilota. I tre governi regionali del Belgio, in particolare le Fiandre, sono attesi allineare le riforme del permesso unico con il calendario UE per accedere a nuovi fondi per digitalizzazione e controlli.
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