
Aeroporti, compagnie aeree e associazioni di viaggio hanno lanciato un nuovo allarme il 5 febbraio, dopo un’altra mattinata con code di tre ore in diversi aeroporti Schengen, che ha riacceso le richieste di rallentare l’implementazione del nuovo Sistema Biometrico di Entrata-Uscita (EES) dell’UE.
L’EES, in fase di “soft launch tecnico” da ottobre 2025, diventerà obbligatorio per tutti i cittadini di paesi terzi – inclusi britannici, americani e la maggior parte dei viaggiatori d’affari diretti in Germania – a partire dal 10 aprile 2026. I viaggiatori dovranno farsi rilevare impronte digitali e foto del volto alla prima attraversata del confine esterno Schengen. Sebbene i principali hub tedeschi, Francoforte e Monaco, abbiano installato oltre 100 chioschi automatici, la carenza di personale e la formazione della polizia di frontiera restano un collo di bottiglia, mentre aeroporti provinciali come Amburgo e Stoccarda stanno ancora integrando il software.
Le associazioni di categoria ACI Europe e la German Business Travel Association (VDR) hanno avvertito che, se la Commissione Europea non concederà una “flessibilità totale” – permettendo agli agenti di sospendere o ridurre le registrazioni durante i picchi di afflusso – in Germania si potrebbero formare code di cinque ore durante i ponti di Pentecoste e l’estate. Le compagnie temono ripercussioni sulla connettività dei voli e sui limiti di orario per gli equipaggi; Lufthansa ha dichiarato al Guardian che le coincidenze perse durante la fase pilota di ottobre sono costate alla compagnia “una somma a sette cifre media”.
Finora il Ministero dell’Interno ha autorizzato gli agenti a registrare solo il 35% dei viaggiatori durante il soft launch, ma il personale di frontiera avverte che questa soglia sparirà ad aprile se Bruxelles non interverrà. Le associazioni di settore chiedono un aumento graduale legato a specifici accordi di servizio, fondi extra per personale temporaneo e un’app mobile per la pre-registrazione che la Polizia Federale tedesca prevede non sarà pronta prima della fine dell’estate.
Le implicazioni pratiche per i team di mobilità aziendale sono immediate. I dipendenti in trasferta che arriveranno dopo il 10 aprile devono aspettarsi un primo ingresso più lungo di 10-20 minuti e sono invitati a evitare connessioni strette tra voli Schengen e non Schengen negli hub tedeschi. I responsabili HR consigliano ai lavoratori mobili di portare con sé la prova della sistemazione successiva e di prevedere un margine di 45 minuti negli itinerari fino a quando la registrazione non si stabilizzerà. A lungo termine, una volta registrati, spariranno i timbri di ingresso/uscita e i soggiorni oltre il limite Schengen saranno calcolati al giorno, aumentando il rischio di non conformità per i viaggiatori d’affari frequenti.
L’EES, in fase di “soft launch tecnico” da ottobre 2025, diventerà obbligatorio per tutti i cittadini di paesi terzi – inclusi britannici, americani e la maggior parte dei viaggiatori d’affari diretti in Germania – a partire dal 10 aprile 2026. I viaggiatori dovranno farsi rilevare impronte digitali e foto del volto alla prima attraversata del confine esterno Schengen. Sebbene i principali hub tedeschi, Francoforte e Monaco, abbiano installato oltre 100 chioschi automatici, la carenza di personale e la formazione della polizia di frontiera restano un collo di bottiglia, mentre aeroporti provinciali come Amburgo e Stoccarda stanno ancora integrando il software.
Le associazioni di categoria ACI Europe e la German Business Travel Association (VDR) hanno avvertito che, se la Commissione Europea non concederà una “flessibilità totale” – permettendo agli agenti di sospendere o ridurre le registrazioni durante i picchi di afflusso – in Germania si potrebbero formare code di cinque ore durante i ponti di Pentecoste e l’estate. Le compagnie temono ripercussioni sulla connettività dei voli e sui limiti di orario per gli equipaggi; Lufthansa ha dichiarato al Guardian che le coincidenze perse durante la fase pilota di ottobre sono costate alla compagnia “una somma a sette cifre media”.
Finora il Ministero dell’Interno ha autorizzato gli agenti a registrare solo il 35% dei viaggiatori durante il soft launch, ma il personale di frontiera avverte che questa soglia sparirà ad aprile se Bruxelles non interverrà. Le associazioni di settore chiedono un aumento graduale legato a specifici accordi di servizio, fondi extra per personale temporaneo e un’app mobile per la pre-registrazione che la Polizia Federale tedesca prevede non sarà pronta prima della fine dell’estate.
Le implicazioni pratiche per i team di mobilità aziendale sono immediate. I dipendenti in trasferta che arriveranno dopo il 10 aprile devono aspettarsi un primo ingresso più lungo di 10-20 minuti e sono invitati a evitare connessioni strette tra voli Schengen e non Schengen negli hub tedeschi. I responsabili HR consigliano ai lavoratori mobili di portare con sé la prova della sistemazione successiva e di prevedere un margine di 45 minuti negli itinerari fino a quando la registrazione non si stabilizzerà. A lungo termine, una volta registrati, spariranno i timbri di ingresso/uscita e i soggiorni oltre il limite Schengen saranno calcolati al giorno, aumentando il rischio di non conformità per i viaggiatori d’affari frequenti.
Fonte: The Guardian
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