
Il governo britannico ha annunciato la prima grande espansione del visto British National (Overseas) – o BN(O) – dalla sua creazione all’inizio del 2021, in risposta all’imposizione da parte di Pechino di una legge sulla sicurezza nazionale a Hong Kong. Con effetto immediato, chiunque sia nato entro il 30 giugno 1997 da un genitore titolare dello status BN(O) potrà richiedere il visto quinquennale a titolo personale, anche se non è più a carico finanziario di quel genitore. Con la stessa domanda potranno essere inclusi il coniuge o partner e i figli minori di 18 anni.
La ministra dell’Interno Aisha Rahman ha dichiarato che questa misura “colma una lacuna non intenzionale nei requisiti di ammissibilità” che aveva lasciato migliaia di hongkonghesi tra i 20 e i 30 anni senza un percorso chiaro per raggiungere i familiari già trasferiti in Gran Bretagna. Il Ministero dell’Interno stima che circa 26.000 persone in più – molte delle quali professionisti a metà carriera – potrebbero trasferirsi nel Regno Unito nei prossimi cinque anni, generando quello che il Tesoro definisce “un beneficio fiscale netto” di 2,6 miliardi di sterline grazie a tasse e consumi.
L’annuncio arriva poche ore dopo che i media di Hong Kong hanno riportato la condanna a 20 anni di carcere per l’editore pro-democrazia Jimmy Lai, ai sensi della legge sulla sicurezza. Pur negando un legame diretto, il Segretario agli Esteri Richard Porter ha detto al Parlamento che il tempismo “dimostra la nostra prontezza a rispondere in modo proporzionato e pratico quando i diritti e le libertà degli hongkonghesi vengono ulteriormente erosi”.
L’attenzione si sta già spostando su una consultazione separata del Ministero dell’Interno che propone di innalzare i requisiti di conoscenza della lingua inglese e le soglie di reddito familiare per il permesso di soggiorno permanente (indefinite leave to remain) previsto dal percorso BN(O). Gruppi di advocacy come Hong Kong Watch avvertono che modifiche retroattive potrebbero escludere famiglie a basso reddito che si sono già trasferite. I ministri hanno segnalato che le regole definitive saranno decise più avanti nel corso dell’anno e che sono in esame “misure transitorie di tutela”.
Per i datori di lavoro, l’ampliamento del canale BN(O) potrebbe alleviare la carenza di talenti in settori come fintech, scienze della vita e infermieristica. I titolari del visto BN(O) hanno diritti di lavoro illimitati e sono considerati “lavoratori stabiliti” una volta ottenuta la residenza permanente, rendendo questa via attraente per le aziende che vogliono evitare la burocrazia e i costi del tradizionale sponsorship per lavoratori qualificati. Tuttavia, i consulenti per l’immigrazione avvertono che la domanda di alloggi a prezzi accessibili e di posti nelle scuole nei centri di espatriati come Manchester, Birmingham e Bristol è già in aumento, e che chi si muove per primo dovrebbe pianificare il trasferimento con largo anticipo.
La ministra dell’Interno Aisha Rahman ha dichiarato che questa misura “colma una lacuna non intenzionale nei requisiti di ammissibilità” che aveva lasciato migliaia di hongkonghesi tra i 20 e i 30 anni senza un percorso chiaro per raggiungere i familiari già trasferiti in Gran Bretagna. Il Ministero dell’Interno stima che circa 26.000 persone in più – molte delle quali professionisti a metà carriera – potrebbero trasferirsi nel Regno Unito nei prossimi cinque anni, generando quello che il Tesoro definisce “un beneficio fiscale netto” di 2,6 miliardi di sterline grazie a tasse e consumi.
L’annuncio arriva poche ore dopo che i media di Hong Kong hanno riportato la condanna a 20 anni di carcere per l’editore pro-democrazia Jimmy Lai, ai sensi della legge sulla sicurezza. Pur negando un legame diretto, il Segretario agli Esteri Richard Porter ha detto al Parlamento che il tempismo “dimostra la nostra prontezza a rispondere in modo proporzionato e pratico quando i diritti e le libertà degli hongkonghesi vengono ulteriormente erosi”.
L’attenzione si sta già spostando su una consultazione separata del Ministero dell’Interno che propone di innalzare i requisiti di conoscenza della lingua inglese e le soglie di reddito familiare per il permesso di soggiorno permanente (indefinite leave to remain) previsto dal percorso BN(O). Gruppi di advocacy come Hong Kong Watch avvertono che modifiche retroattive potrebbero escludere famiglie a basso reddito che si sono già trasferite. I ministri hanno segnalato che le regole definitive saranno decise più avanti nel corso dell’anno e che sono in esame “misure transitorie di tutela”.
Per i datori di lavoro, l’ampliamento del canale BN(O) potrebbe alleviare la carenza di talenti in settori come fintech, scienze della vita e infermieristica. I titolari del visto BN(O) hanno diritti di lavoro illimitati e sono considerati “lavoratori stabiliti” una volta ottenuta la residenza permanente, rendendo questa via attraente per le aziende che vogliono evitare la burocrazia e i costi del tradizionale sponsorship per lavoratori qualificati. Tuttavia, i consulenti per l’immigrazione avvertono che la domanda di alloggi a prezzi accessibili e di posti nelle scuole nei centri di espatriati come Manchester, Birmingham e Bristol è già in aumento, e che chi si muove per primo dovrebbe pianificare il trasferimento con largo anticipo.
Fonte: The Guardian
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