
Nuovi dati sulla libertà di informazione pubblicati questa mattina dal Dipartimento di Giustizia rivelano che quasi 63.000 domande per visti irlandesi sono state respinte nel biennio 2024-2025, scatenando un dibattito tra le multinazionali che si affidano a trasferimenti temporanei nello Stato. Pur mantenendo un tasso di approvazione complessivo solido dell’82,5%, le statistiche evidenziano forti disparità tra i paesi di origine: l’India ha registrato un tasso di successo del 92,4% su oltre 72.000 domande lo scorso anno, mentre i richiedenti dal Burundi sono stati approvati solo nell’8% dei casi. Anche Camerun, Togo e Gambia hanno mostrato tassi di approvazione inferiori al 30%.
Le autorità attribuiscono molte delle respinte a prove finanziarie insufficienti o contraddittorie. Le linee guida interne, diffuse agli ufficiali visti e rese pubbliche con la richiesta FOI, invitano il personale a “fidarsi del proprio istinto” e a esaminare buste paga e estratti conto bancari degli ultimi sei mesi quando le dichiarazioni appaiono gonfiate. Il memo segnala inoltre un aumento dei casi di documenti falsificati. Le aziende che sponsorizzano regolarmente visti per visitatori d’affari o lavoratori sono quindi invitate a verificare con maggiore rigore la documentazione prima di presentare le domande.
Per i team HR basati in Irlanda, i numeri rappresentano un promemoria che la qualità della documentazione conta tanto quanto la rapidità. Quando i documenti sono impeccabili, i tassi di approvazione superano costantemente il 90%, anche per mercati ad alto volume come Cina e Sudafrica. Al contrario, piccoli errori possono compromettere una domanda proveniente da paesi con volumi ridotti e scarsa esperienza. Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che una volta registrato un rifiuto, ottenere un visto irlandese o un permesso Schengen successivo può diventare molto più difficile.
La pubblicazione FOI mette inoltre in luce le pressioni politiche sul sistema dei visti. I dati sulle respinte sono stati diffusi solo dopo un ricorso, con le autorità che inizialmente avevano invocato motivi di “controllo dell’immigrazione”. I gruppi di advocacy sostengono che una maggiore trasparenza sia essenziale per mantenere l’Irlanda competitiva nell’attrarre talenti internazionali, sottolineando che i datori di lavoro hanno bisogno di valutazioni del rischio prevedibili e non di decisioni opache.
Consiglio pratico: i responsabili della mobilità dovrebbero verificare con attenzione che buste paga, estratti conto e lettere di incarico rispettino le linee guida INIS, soprattutto per il personale proveniente da paesi con tassi di approvazione storicamente bassi. Prevedere almeno due settimane extra per la verifica dei documenti può evitare mesi di ritardi successivi causati da rifiuti e ricorsi.
Le autorità attribuiscono molte delle respinte a prove finanziarie insufficienti o contraddittorie. Le linee guida interne, diffuse agli ufficiali visti e rese pubbliche con la richiesta FOI, invitano il personale a “fidarsi del proprio istinto” e a esaminare buste paga e estratti conto bancari degli ultimi sei mesi quando le dichiarazioni appaiono gonfiate. Il memo segnala inoltre un aumento dei casi di documenti falsificati. Le aziende che sponsorizzano regolarmente visti per visitatori d’affari o lavoratori sono quindi invitate a verificare con maggiore rigore la documentazione prima di presentare le domande.
Per i team HR basati in Irlanda, i numeri rappresentano un promemoria che la qualità della documentazione conta tanto quanto la rapidità. Quando i documenti sono impeccabili, i tassi di approvazione superano costantemente il 90%, anche per mercati ad alto volume come Cina e Sudafrica. Al contrario, piccoli errori possono compromettere una domanda proveniente da paesi con volumi ridotti e scarsa esperienza. Gli avvocati specializzati in immigrazione avvertono che una volta registrato un rifiuto, ottenere un visto irlandese o un permesso Schengen successivo può diventare molto più difficile.
La pubblicazione FOI mette inoltre in luce le pressioni politiche sul sistema dei visti. I dati sulle respinte sono stati diffusi solo dopo un ricorso, con le autorità che inizialmente avevano invocato motivi di “controllo dell’immigrazione”. I gruppi di advocacy sostengono che una maggiore trasparenza sia essenziale per mantenere l’Irlanda competitiva nell’attrarre talenti internazionali, sottolineando che i datori di lavoro hanno bisogno di valutazioni del rischio prevedibili e non di decisioni opache.
Consiglio pratico: i responsabili della mobilità dovrebbero verificare con attenzione che buste paga, estratti conto e lettere di incarico rispettino le linee guida INIS, soprattutto per il personale proveniente da paesi con tassi di approvazione storicamente bassi. Prevedere almeno due settimane extra per la verifica dei documenti può evitare mesi di ritardi successivi causati da rifiuti e ricorsi.
Fonte: The Sun (Ireland)
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