
Ventotto ONG per i diritti dei rifugiati e umani, provenienti da Francia e Regno Unito, hanno scritto ad Air France, Titan Airways, AlbaStar e Corendon, esortandole a ritirarsi dal controverso programma di espulsioni “uno dentro, uno fuori” del governo britannico. Il piano prevede che per ogni richiedente asilo rimpatriato in Francia, uno venga autorizzato a entrare legalmente nel Regno Unito; i critici sostengono che violi le protezioni internazionali per le vittime di tratta e tortura.
Il volo di espulsione di giovedì è partito nonostante un ricorso presentato alla Corte Suprema da sedici richiedenti asilo e gli avvertimenti degli esperti ONU. I detenuti hanno organizzato scioperi della fame e denunciato gravi condizioni di disagio; alcuni affermano di non essere in condizioni mediche idonee per volare. Due voli di rimpatrio precedenti, quest’anno, erano stati cancellati: uno a causa di “complicazioni operative sul lato francese”, secondo il Ministero dell’Interno.
Gli attivisti accusano le compagnie aeree coinvolte di mettere a rischio la propria reputazione e di essere complici nelle espulsioni forzate. Minacciano boicottaggi, in particolare contro Air France, a meno che le compagnie non rinuncino pubblicamente alla loro partecipazione. Per i team di mobilità che gestiscono il trasferimento del personale tra Regno Unito e Francia, la controversia apre la possibilità di interruzioni da parte degli attivisti, ripercussioni reputazionali e problemi operativi legati alla capacità dei voli charter coinvolti.
I datori di lavoro dovrebbero monitorare le dichiarazioni delle compagnie aeree e preparare rotte alternative in caso di cambiamenti improvvisi degli aeromobili. Se la Corte Suprema annullerà la politica, i voli charter per le espulsioni potrebbero cessare bruscamente; se invece verrà confermata, la pressione sulle compagnie aumenterà, con possibili ripercussioni sui voli di linea e sulle basi degli equipaggi in Francia.
Il volo di espulsione di giovedì è partito nonostante un ricorso presentato alla Corte Suprema da sedici richiedenti asilo e gli avvertimenti degli esperti ONU. I detenuti hanno organizzato scioperi della fame e denunciato gravi condizioni di disagio; alcuni affermano di non essere in condizioni mediche idonee per volare. Due voli di rimpatrio precedenti, quest’anno, erano stati cancellati: uno a causa di “complicazioni operative sul lato francese”, secondo il Ministero dell’Interno.
Gli attivisti accusano le compagnie aeree coinvolte di mettere a rischio la propria reputazione e di essere complici nelle espulsioni forzate. Minacciano boicottaggi, in particolare contro Air France, a meno che le compagnie non rinuncino pubblicamente alla loro partecipazione. Per i team di mobilità che gestiscono il trasferimento del personale tra Regno Unito e Francia, la controversia apre la possibilità di interruzioni da parte degli attivisti, ripercussioni reputazionali e problemi operativi legati alla capacità dei voli charter coinvolti.
I datori di lavoro dovrebbero monitorare le dichiarazioni delle compagnie aeree e preparare rotte alternative in caso di cambiamenti improvvisi degli aeromobili. Se la Corte Suprema annullerà la politica, i voli charter per le espulsioni potrebbero cessare bruscamente; se invece verrà confermata, la pressione sulle compagnie aumenterà, con possibili ripercussioni sui voli di linea e sulle basi degli equipaggi in Francia.
Fonte: The Guardian
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