
Gli Emirati Arabi Uniti hanno agito rapidamente per rassicurare migliaia di residenti espatriati bloccati all’estero, annunciando un periodo di grazia speciale di un mese che consente loro di rientrare nel paese anche se i permessi di soggiorno sono scaduti. In una risoluzione emessa a tarda sera il 12 marzo, l’Autorità Federale per l’Identità, la Cittadinanza, le Dogane e la Sicurezza dei Porti (ICP) ha dichiarato che tutti i residenti negli Emirati Arabi Uniti con visti scaduti dal 28 febbraio 2026 in poi, mentre si trovavano fuori dal paese, possono rientrare senza dover prima ottenere un nuovo permesso d’ingresso. Non saranno applicate multe per il soggiorno oltre il termine e il rientro sarà consentito fino al 31 marzo 2026, dopodiché torneranno in vigore le normali regole sull’immigrazione.
La misura straordinaria è una risposta diretta alla chiusura senza precedenti di vaste aree dello spazio aereo mediorientale, a seguito degli attacchi missilistici e con droni iraniani avvenuti all’inizio del mese. Le cancellazioni dei voli hanno lasciato decine di migliaia di residenti bloccati nei loro paesi d’origine o in hub di transito, impossibilitati a tornare a Dubai, Abu Dhabi e negli emirati settentrionali prima della scadenza dei loro visti. L’ICP ha riconosciuto che la situazione era fuori dal controllo dei viaggiatori, definendo la decisione “un gesto umanitario che conferma l’impegno degli Emirati Arabi Uniti per il benessere degli espatriati”.
Praticamente, i residenti che rientrano dovranno portare con sé la loro Emirates ID scaduta o una copia digitale del visto di residenza da mostrare alle compagnie aeree al check-in; i vettori sono stati istruiti a imbarcare i passeggeri idonei. All’arrivo, gli ufficiali dell’immigrazione apporranno un permesso d’ingresso di 30 giorni, durante i quali i residenti dovranno richiedere il rinnovo del visto o il trasferimento a un nuovo datore di lavoro. Le autorità hanno invitato le aziende a iniziare in anticipo le pratiche di rinnovo elettronico per evitare intoppi una volta che i lavoratori saranno rientrati.
Per i responsabili della mobilità globale, il periodo di grazia evita ritardi immediati nei progetti e problemi di continuità salariale causati dal blocco improvviso del personale all’estero. I team HR dovrebbero comunicare chiaramente la nuova finestra temporale, coordinarsi con i dipartimenti viaggi per assicurarsi i pochi posti disponibili in arrivo e prenotare in anticipo test medici e appuntamenti per l’Emirates ID, accelerando così le formalità post-arrivo. Sebbene la deroga copra le multe, non estende automaticamente la validità dell’assicurazione sanitaria, quindi i dipendenti devono verificare la copertura prima di viaggiare.
Gli osservatori del settore sottolineano che la decisione evidenzia la flessibilità degli Emirati Arabi Uniti nel tutelare il proprio bacino di talenti espatriati — che rappresentano il 90% della popolazione — durante crisi regionali. “Invia un messaggio forte: il paese valorizza la sua forza lavoro straniera e adatterà le regole sull’immigrazione quando si verificano shock esterni,” ha osservato la dottoressa Nadia Sultan, partner di Gulf Legal Consultants.
La misura straordinaria è una risposta diretta alla chiusura senza precedenti di vaste aree dello spazio aereo mediorientale, a seguito degli attacchi missilistici e con droni iraniani avvenuti all’inizio del mese. Le cancellazioni dei voli hanno lasciato decine di migliaia di residenti bloccati nei loro paesi d’origine o in hub di transito, impossibilitati a tornare a Dubai, Abu Dhabi e negli emirati settentrionali prima della scadenza dei loro visti. L’ICP ha riconosciuto che la situazione era fuori dal controllo dei viaggiatori, definendo la decisione “un gesto umanitario che conferma l’impegno degli Emirati Arabi Uniti per il benessere degli espatriati”.
Praticamente, i residenti che rientrano dovranno portare con sé la loro Emirates ID scaduta o una copia digitale del visto di residenza da mostrare alle compagnie aeree al check-in; i vettori sono stati istruiti a imbarcare i passeggeri idonei. All’arrivo, gli ufficiali dell’immigrazione apporranno un permesso d’ingresso di 30 giorni, durante i quali i residenti dovranno richiedere il rinnovo del visto o il trasferimento a un nuovo datore di lavoro. Le autorità hanno invitato le aziende a iniziare in anticipo le pratiche di rinnovo elettronico per evitare intoppi una volta che i lavoratori saranno rientrati.
Per i responsabili della mobilità globale, il periodo di grazia evita ritardi immediati nei progetti e problemi di continuità salariale causati dal blocco improvviso del personale all’estero. I team HR dovrebbero comunicare chiaramente la nuova finestra temporale, coordinarsi con i dipartimenti viaggi per assicurarsi i pochi posti disponibili in arrivo e prenotare in anticipo test medici e appuntamenti per l’Emirates ID, accelerando così le formalità post-arrivo. Sebbene la deroga copra le multe, non estende automaticamente la validità dell’assicurazione sanitaria, quindi i dipendenti devono verificare la copertura prima di viaggiare.
Gli osservatori del settore sottolineano che la decisione evidenzia la flessibilità degli Emirati Arabi Uniti nel tutelare il proprio bacino di talenti espatriati — che rappresentano il 90% della popolazione — durante crisi regionali. “Invia un messaggio forte: il paese valorizza la sua forza lavoro straniera e adatterà le regole sull’immigrazione quando si verificano shock esterni,” ha osservato la dottoressa Nadia Sultan, partner di Gulf Legal Consultants.
Fonte: Khaleej Times
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