
La compagnia di bandiera olandese KLM mercoledì è diventata l’ultima compagnia aerea internazionale a sospendere i voli sulla rotta UAE, interrompendo tutti i collegamenti Amsterdam-Dubai almeno fino al 28 marzo. La decisione segue quella di British Airways, che aveva già cancellato i voli per Dubai, Abu Dhabi, Doha e altri scali del Golfo, e si aggiunge a sospensioni simili da parte di Air France, Lufthansa, Finnair e Cathay Pacific. KLM ha comunicato che le prenotazioni saranno rimborsate o riprotette su rotte alternative, e che eventuali voli speciali di rimpatrio saranno coordinati tramite il ministero degli Esteri olandese. I dati della società di analisi Cirium mostrano oltre 43.000 voli da e per il Medio Oriente cancellati tra il 28 febbraio e il 10 marzo, a testimonianza dell’entità del disagio. Per le multinazionali l’impatto immediato riguarda la gestione delle trasferte e i tempi dei progetti. I team di mobilità stanno cercando di dirottare i viaggiatori via Muscat o Riyadh, con un aumento dei costi e un allungamento dei tempi di viaggio porta a porta di 8-12 ore. I corrieri segnalano che i ricavi per il trasporto merci premium da Muscat sono raddoppiati, poiché gli spedizionieri evitano Dubai per le merci di alto valore. Mentre Emirates ed Etihad hanno gradualmente ripristinato i loro programmi a oltre il 50% della capacità, gli analisti avvertono che le compagnie europee dipendono dalla possibilità di sorvolare Iran e Iraq per mantenere tempi di volo sostenibili. L’incertezza continua sullo spazio aereo del Golfo fa prevedere ulteriori cancellazioni, e si consiglia alle aziende di mantenere aggiornati i sistemi di monitoraggio della duty of care e di limitare i viaggi solo a quelli strettamente necessari per il business. Sul lungo termine, l’episodio mette in luce la vulnerabilità dei modelli di mobilità hub-and-spoke in caso di conflitti regionali. Alcune organizzazioni stanno già rivedendo le politiche di mobilità per consentire rotte più flessibili punto a punto, aumentare le indennità per viaggi interrotti e inserire clausole di gestione delle crisi in tutti i contratti con i fornitori.
Fonte: The National
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