
Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato un Decreto (ISM/164/2026) che istituisce ufficialmente il Registro Elettronico dei Collaboratori per l’Immigrazione. Dal 6 marzo, il registro consente ai sindacati accreditati e alle organizzazioni no-profit di presentare pratiche di immigrazione – comprese domande di permesso di soggiorno e lavoro, rinnovi e richieste di ricongiungimento familiare – per conto di cittadini di paesi terzi.
Fino ad ora, i migranti privi di risorse per assumere un avvocato o un intermediario dovevano recarsi personalmente agli uffici immigrazione, spesso sovraccarichi. Affidando l’inserimento dati e il caricamento documenti a ONG specializzate e organizzazioni sindacali, il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione punta a ridurre le code, accelerare le decisioni e garantire certezza legale a una regolarizzazione senza precedenti che potrebbe coinvolgere oltre 500.000 persone senza documenti nei prossimi 18 mesi.
Le entità che vogliono diventare ‘collaboratori’ devono dimostrare almeno due anni di esperienza nell’assistenza ai migranti, essere in regola con tasse e contributi sociali e non aver subito sanzioni per violazioni in materia di immigrazione, diritto del lavoro o protezione dei dati negli ultimi tre anni. L’iscrizione è gratuita, valida quattro anni e rinnovabile. Fondamentale, i collaboratori non possono chiedere compensi ai migranti per il servizio, una tutela che il governo definisce essenziale per prevenire abusi.
Per datori di lavoro, responsabili della mobilità e fornitori di servizi di relocation, il nuovo sistema potrebbe significare un inserimento più rapido di talenti critici attualmente in situazione irregolare ma già integrati nel mercato del lavoro. I team HR dovrebbero individuare ONG affidabili con buone probabilità di ottenere lo status di ‘collaboratore’ e prepararsi a coordinare i flussi documentali in modalità elettronica. Le aziende che si affidano a manodopera stagionale o agricola – molte ancora senza documenti – potrebbero trovare più semplice regolarizzare il proprio personale in vista dei picchi turistici e delle raccolte del 2026.
La misura si inserisce inoltre nel più ampio processo di digitalizzazione delle procedure migratorie in Spagna e avvicina il paese all’obiettivo europeo di una gestione delle frontiere senza carta, in vista dell’entrata in funzione del Sistema di Entrata/Uscita (EES) nel 2026. Gli osservatori sottolineano però che il successo dipenderà dalla capacità degli uffici immigrazione regionali di ricevere il personale aggiuntivo e le risorse IT promesse da Madrid.
Fino ad ora, i migranti privi di risorse per assumere un avvocato o un intermediario dovevano recarsi personalmente agli uffici immigrazione, spesso sovraccarichi. Affidando l’inserimento dati e il caricamento documenti a ONG specializzate e organizzazioni sindacali, il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione punta a ridurre le code, accelerare le decisioni e garantire certezza legale a una regolarizzazione senza precedenti che potrebbe coinvolgere oltre 500.000 persone senza documenti nei prossimi 18 mesi.
Le entità che vogliono diventare ‘collaboratori’ devono dimostrare almeno due anni di esperienza nell’assistenza ai migranti, essere in regola con tasse e contributi sociali e non aver subito sanzioni per violazioni in materia di immigrazione, diritto del lavoro o protezione dei dati negli ultimi tre anni. L’iscrizione è gratuita, valida quattro anni e rinnovabile. Fondamentale, i collaboratori non possono chiedere compensi ai migranti per il servizio, una tutela che il governo definisce essenziale per prevenire abusi.
Per datori di lavoro, responsabili della mobilità e fornitori di servizi di relocation, il nuovo sistema potrebbe significare un inserimento più rapido di talenti critici attualmente in situazione irregolare ma già integrati nel mercato del lavoro. I team HR dovrebbero individuare ONG affidabili con buone probabilità di ottenere lo status di ‘collaboratore’ e prepararsi a coordinare i flussi documentali in modalità elettronica. Le aziende che si affidano a manodopera stagionale o agricola – molte ancora senza documenti – potrebbero trovare più semplice regolarizzare il proprio personale in vista dei picchi turistici e delle raccolte del 2026.
La misura si inserisce inoltre nel più ampio processo di digitalizzazione delle procedure migratorie in Spagna e avvicina il paese all’obiettivo europeo di una gestione delle frontiere senza carta, in vista dell’entrata in funzione del Sistema di Entrata/Uscita (EES) nel 2026. Gli osservatori sottolineano però che il successo dipenderà dalla capacità degli uffici immigrazione regionali di ricevere il personale aggiuntivo e le risorse IT promesse da Madrid.
Fonte: The Local Spain
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