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La Spagna crea un nuovo registro per permettere a sindacati e ONG di presentare domande di residenza per i migranti

mar 14, 2026
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La Spagna crea un nuovo registro per permettere a sindacati e ONG di presentare domande di residenza per i migranti
Il Consiglio dei Ministri spagnolo ha approvato un Decreto (ISM/164/2026) che istituisce ufficialmente il Registro Elettronico dei Collaboratori per l’Immigrazione. Dal 6 marzo, il registro consente ai sindacati accreditati e alle organizzazioni no-profit di presentare pratiche di immigrazione – comprese domande di permesso di soggiorno e lavoro, rinnovi e richieste di ricongiungimento familiare – per conto di cittadini di paesi terzi.

Fino ad ora, i migranti privi di risorse per assumere un avvocato o un intermediario dovevano recarsi personalmente agli uffici immigrazione, spesso sovraccarichi. Affidando l’inserimento dati e il caricamento documenti a ONG specializzate e organizzazioni sindacali, il Ministero dell’Inclusione, della Sicurezza Sociale e della Migrazione punta a ridurre le code, accelerare le decisioni e garantire certezza legale a una regolarizzazione senza precedenti che potrebbe coinvolgere oltre 500.000 persone senza documenti nei prossimi 18 mesi.

La Spagna crea un nuovo registro per permettere a sindacati e ONG di presentare domande di residenza per i migranti


Le entità che vogliono diventare ‘collaboratori’ devono dimostrare almeno due anni di esperienza nell’assistenza ai migranti, essere in regola con tasse e contributi sociali e non aver subito sanzioni per violazioni in materia di immigrazione, diritto del lavoro o protezione dei dati negli ultimi tre anni. L’iscrizione è gratuita, valida quattro anni e rinnovabile. Fondamentale, i collaboratori non possono chiedere compensi ai migranti per il servizio, una tutela che il governo definisce essenziale per prevenire abusi.

Per datori di lavoro, responsabili della mobilità e fornitori di servizi di relocation, il nuovo sistema potrebbe significare un inserimento più rapido di talenti critici attualmente in situazione irregolare ma già integrati nel mercato del lavoro. I team HR dovrebbero individuare ONG affidabili con buone probabilità di ottenere lo status di ‘collaboratore’ e prepararsi a coordinare i flussi documentali in modalità elettronica. Le aziende che si affidano a manodopera stagionale o agricola – molte ancora senza documenti – potrebbero trovare più semplice regolarizzare il proprio personale in vista dei picchi turistici e delle raccolte del 2026.

La misura si inserisce inoltre nel più ampio processo di digitalizzazione delle procedure migratorie in Spagna e avvicina il paese all’obiettivo europeo di una gestione delle frontiere senza carta, in vista dell’entrata in funzione del Sistema di Entrata/Uscita (EES) nel 2026. Gli osservatori sottolineano però che il successo dipenderà dalla capacità degli uffici immigrazione regionali di ricevere il personale aggiuntivo e le risorse IT promesse da Madrid.
Fonte: The Local Spain

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