
La lunga battaglia tra il settore dei taxi di Valencia e le compagnie di ride-hailing è degenerata il 13 marzo, quando la Confederación de Taxistas Autónomos ha annunciato una protesta innovativa: uno sciopero “alla giapponese”, in cui il 14 e il 18 marzo il numero di taxi in servizio sarà il doppio del solito e le corse saranno gratuite. Invece di sospendere il servizio, i tassisti intendono affollare i punti di raccolta chiave – in particolare la stazione AVE Joaquín Sorolla – per denunciare quella che definiscono una concorrenza sleale da parte delle piattaforme VTC (veicoli con conducente) non regolamentate come Uber e Cabify. Chiedono al governo regionale valenciano di pubblicare il decreto a lungo promesso che limiti le operazioni VTC nelle aree urbane e introduca rapporti di licenza più restrittivi. La tattica richiama azioni simili di “lavoro secondo le regole ma gratuito” viste in Giappone, con l’obiettivo di mantenere il sostegno dell’opinione pubblica ai tassisti e continuare a fare pressione sui decisori politici. Per i viaggiatori d’affari, la mossa è a doppio taglio: i tragitti potrebbero essere più veloci e gratuiti, ma la concentrazione eccessiva di taxi nelle stazioni ferroviarie potrebbe congestionare l’accesso ai marciapiedi e allungare le code in altre zone della città. I responsabili dei viaggi dovrebbero avvisare i dipendenti di possibili ritardi nei punti di raccolta fuori dalla stazione principale e valutare la prenotazione anticipata di VTC autorizzati, dove consentito. Le organizzazioni che utilizzano voucher per il trasporto potrebbero trovarsi senza ricevute taxi durante i giorni di protesta, complicando la riconciliazione delle spese. Più in generale, la disputa mette in luce la frammentazione delle normative regionali sulle VTC in tutta la Spagna. Le aziende con programmi di mobilità a livello nazionale dovrebbero rivedere le liste dei fornitori preferenziali e assicurarsi che le politiche consentano rapidi passaggi tra taxi e servizi di ride-hailing in caso di cambiamenti normativi locali.
Fonte: Cadena SER
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