
Un attacco con drone iraniano all’alba del 14 marzo ha incendiato serbatoi di stoccaggio nella Fujairah Oil Industry Zone, il principale hub di rifornimento degli Emirati Arabi Uniti situato appena fuori dallo Stretto di Hormuz. Immagini satellitari analizzate da Reuters mostrano almeno due serbatoi ancora in fiamme, con colonne di fumo nero che si estendono sul Golfo di Oman, costringendo le autorità a sospendere i trasferimenti nave-nave e i servizi di imbarco per l’equipaggio. L’attacco segue una settimana di quasi incidenti, durante la quale detriti caduti hanno ripetutamente interrotto le operazioni di bunkeraggio.
Secondo il registro aggiornato degli incidenti su Wikipedia, incrociato con circolari degli agenti portuali, i volumi di rifornimento sono calati di oltre il 60% dal 9 marzo, con gli armatori che deviano le rotte verso Salalah (Oman) e Duqm. Le compagnie di assicurazione marittima applicano ora sovrapprezzi per “rischio di guerra” fino a 3,50 USD per tonnellata di portata lorda per le chiamate nei porti degli Emirati a est di Dubai. Gli specialisti della mobilità dell’equipaggio stanno riorganizzando le rotazioni per le uscite, mentre i servizi di lancio verso gli ancoraggi offshore sono stati sospesi, costringendo i marittimi a rimanere a bordo oltre i limiti contrattuali o a essere trasferiti in elicottero a Dubai, un servizio attualmente limitato a un volo all’ora a causa dello spazio aereo ristretto.
Diverse grandi compagnie energetiche hanno attivato clausole di “forza maggiore” che consentono il monitoraggio remoto delle operazioni di carico dalle sale di controllo a terra. Per le aziende che trasferiscono project manager espatriati al sito di espansione della raffineria di Fujairah, l’impatto pratico è immediato: i proprietari immobiliari segnalano un’ondata di disdette dei contratti di locazione, mentre i consulenti per la sicurezza raccomandano approvazioni giornaliere per gli spostamenti e alloggi rinforzati per il personale essenziale.
Le compagnie aeree non hanno ancora ripristinato la breve navetta DXB–FJR introdotta l’anno scorso, lasciando i manager costretti a un trasferimento stradale di quattro ore che ora richiede l’autorizzazione di un convoglio militare. Se la chiusura dovesse prolungarsi, gli analisti avvertono che potrebbe comprimere ulteriormente l’offerta globale già limitata di fuel oil a basso tenore di zolfo e aumentare i costi di viaggio per le compagnie di container che deviano intorno al Capo. I team di mobilità dovrebbero preparare indennità di emergenza e rivedere i protocolli di evacuazione per i familiari residenti negli emirati settentrionali.
Secondo il registro aggiornato degli incidenti su Wikipedia, incrociato con circolari degli agenti portuali, i volumi di rifornimento sono calati di oltre il 60% dal 9 marzo, con gli armatori che deviano le rotte verso Salalah (Oman) e Duqm. Le compagnie di assicurazione marittima applicano ora sovrapprezzi per “rischio di guerra” fino a 3,50 USD per tonnellata di portata lorda per le chiamate nei porti degli Emirati a est di Dubai. Gli specialisti della mobilità dell’equipaggio stanno riorganizzando le rotazioni per le uscite, mentre i servizi di lancio verso gli ancoraggi offshore sono stati sospesi, costringendo i marittimi a rimanere a bordo oltre i limiti contrattuali o a essere trasferiti in elicottero a Dubai, un servizio attualmente limitato a un volo all’ora a causa dello spazio aereo ristretto.
Diverse grandi compagnie energetiche hanno attivato clausole di “forza maggiore” che consentono il monitoraggio remoto delle operazioni di carico dalle sale di controllo a terra. Per le aziende che trasferiscono project manager espatriati al sito di espansione della raffineria di Fujairah, l’impatto pratico è immediato: i proprietari immobiliari segnalano un’ondata di disdette dei contratti di locazione, mentre i consulenti per la sicurezza raccomandano approvazioni giornaliere per gli spostamenti e alloggi rinforzati per il personale essenziale.
Le compagnie aeree non hanno ancora ripristinato la breve navetta DXB–FJR introdotta l’anno scorso, lasciando i manager costretti a un trasferimento stradale di quattro ore che ora richiede l’autorizzazione di un convoglio militare. Se la chiusura dovesse prolungarsi, gli analisti avvertono che potrebbe comprimere ulteriormente l’offerta globale già limitata di fuel oil a basso tenore di zolfo e aumentare i costi di viaggio per le compagnie di container che deviano intorno al Capo. I team di mobilità dovrebbero preparare indennità di emergenza e rivedere i protocolli di evacuazione per i familiari residenti negli emirati settentrionali.
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