
Il principale aeroporto internazionale di Ibiza sta correndo per completare uno degli aggiornamenti tecnologici più complessi mai realizzati in un aeroporto regionale spagnolo: l’implementazione completa del nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea. Questa piattaforma automatizzata per la gestione delle frontiere, già in fase pilota in diversi hub continentali, registrerà i dati biometrici e la storia dei viaggi di ogni visitatore non appartenente all’UE, sostituendo i tradizionali timbri manuali sul passaporto, ancora familiari a milioni di turisti britannici.
La direttrice dell’aeroporto, Marta Torres, ha confermato questa settimana che le squadre di costruzione stanno lavorando su turni doppi per installare i varchi elettronici, i chioschi biometrici e le sale server sicure prima dell’arrivo dei primi voli charter di Pasqua, previsti per i primi di aprile. Una volta attivo, il sistema scannerizzerà i chip dei passaporti, acquisirà quattro impronte digitali e un’immagine del volto, e verificherà istantaneamente i limiti di permanenza nell’area Schengen, che comprende 26 paesi.
Le autorità sperano che questo registro digitale riduca le frodi documentali e le permanenze oltre il visto, ma Torres ha ammesso che la curva di apprendimento potrebbe causare code visibili. Per attenuare l’impatto, Aena e la Polizia Nazionale spagnola schiereranno personale aggiuntivo nei momenti di maggiore afflusso e posizioneranno squadre mobili con giubbotti blu per guidare i viaggiatori nel nuovo processo.
I responsabili dei viaggi d’affari stanno già ricalibrando gli itinerari. La società di consulenza CWT prevede che il tempo medio di permanenza ai banchi per i non-UE a Ibiza possa inizialmente raddoppiare, passando da tre a sei minuti per passeggero, un rischio per le coincidenze strette verso gli incontri sul continente. Le compagnie aeree che servono il mercato britannico stanno adeguando i tempi di blocco di 5-10 minuti e avvisano i clienti corporate di prevedere margini aggiuntivi nei programmi di viaggio di ritorno in giornata.
Sebbene l’EES sia un mandato a livello UE, gli aeroporti possono scaglionare l’implementazione. Ibiza si è offerta volontaria come early adopter per evitare un “big bang” durante il picco estivo di luglio-agosto, quando l’isola può gestire oltre 50.000 passeggeri al giorno. Anche il governo delle Baleari vede un vantaggio a lungo termine: i dati dettagliati sui flussi aiuteranno a giustificare i finanziamenti per le infrastrutture e a ottimizzare i turni di polizia durante la stagione dei festival musicali, quando gli arrivi charter notturni aumentano.
Per le aziende che sposteranno personale dentro e fuori dalla Spagna questa estate, il consiglio è chiaro: 1) assicurarsi che i cittadini britannici e di altri paesi terzi abbiano passaporti con chip NFC ancora leggibili; 2) informare i dipendenti sull’obbligo di impronte digitali e scansione facciale, che riguarda anche i minori a partire dai sei anni; 3) programmare i primi viaggi post-EES come “atterraggi morbidi”, evitando incontri entro due ore dall’arrivo.
Torres annuncia che l’aeroporto pubblicherà stime in tempo reale delle code nella sua app non appena il sistema sarà operativo, offrendo ai responsabili dei viaggi uno strumento per gestire l’ultimo miglio e mantenere progetti e piani vacanza nei tempi previsti.
La direttrice dell’aeroporto, Marta Torres, ha confermato questa settimana che le squadre di costruzione stanno lavorando su turni doppi per installare i varchi elettronici, i chioschi biometrici e le sale server sicure prima dell’arrivo dei primi voli charter di Pasqua, previsti per i primi di aprile. Una volta attivo, il sistema scannerizzerà i chip dei passaporti, acquisirà quattro impronte digitali e un’immagine del volto, e verificherà istantaneamente i limiti di permanenza nell’area Schengen, che comprende 26 paesi.
Le autorità sperano che questo registro digitale riduca le frodi documentali e le permanenze oltre il visto, ma Torres ha ammesso che la curva di apprendimento potrebbe causare code visibili. Per attenuare l’impatto, Aena e la Polizia Nazionale spagnola schiereranno personale aggiuntivo nei momenti di maggiore afflusso e posizioneranno squadre mobili con giubbotti blu per guidare i viaggiatori nel nuovo processo.
I responsabili dei viaggi d’affari stanno già ricalibrando gli itinerari. La società di consulenza CWT prevede che il tempo medio di permanenza ai banchi per i non-UE a Ibiza possa inizialmente raddoppiare, passando da tre a sei minuti per passeggero, un rischio per le coincidenze strette verso gli incontri sul continente. Le compagnie aeree che servono il mercato britannico stanno adeguando i tempi di blocco di 5-10 minuti e avvisano i clienti corporate di prevedere margini aggiuntivi nei programmi di viaggio di ritorno in giornata.
Sebbene l’EES sia un mandato a livello UE, gli aeroporti possono scaglionare l’implementazione. Ibiza si è offerta volontaria come early adopter per evitare un “big bang” durante il picco estivo di luglio-agosto, quando l’isola può gestire oltre 50.000 passeggeri al giorno. Anche il governo delle Baleari vede un vantaggio a lungo termine: i dati dettagliati sui flussi aiuteranno a giustificare i finanziamenti per le infrastrutture e a ottimizzare i turni di polizia durante la stagione dei festival musicali, quando gli arrivi charter notturni aumentano.
Per le aziende che sposteranno personale dentro e fuori dalla Spagna questa estate, il consiglio è chiaro: 1) assicurarsi che i cittadini britannici e di altri paesi terzi abbiano passaporti con chip NFC ancora leggibili; 2) informare i dipendenti sull’obbligo di impronte digitali e scansione facciale, che riguarda anche i minori a partire dai sei anni; 3) programmare i primi viaggi post-EES come “atterraggi morbidi”, evitando incontri entro due ore dall’arrivo.
Torres annuncia che l’aeroporto pubblicherà stime in tempo reale delle code nella sua app non appena il sistema sarà operativo, offrendo ai responsabili dei viaggi uno strumento per gestire l’ultimo miglio e mantenere progetti e piani vacanza nei tempi previsti.
Fonte: Cadena SER – Radio Ibiza
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