
Il settore della logistica in Germania entra nel 2026 con una carenza stimata di circa 387.000 lavoratori, secondo un nuovo rapporto pubblicato il 6 aprile dal portale economico Börse-Global. Il sentiment dell’industria è salito a 84,1 punti nell’ultimo sondaggio ifo/BVL, ma i dirigenti avvertono che la scarsità di manodopera continua a minacciare la resilienza delle catene di approvvigionamento. Le aziende puntano sempre più sull’automazione – dai cobot che gestiscono pallet misti ai trattori autonomi per i piazzali – ma anche gli specialisti in grado di implementare e mantenere questi sistemi sono rari. Lo studio di marzo del Fraunhofer IML prevede un aumento della domanda di tecnici di magazzino “robot-ready” e ingegneri dei dati, competenze poco coperte dai tradizionali percorsi di formazione duale. Le imprese hanno presentato questi profili alla fiera LogiMAT con moduli di apprendistato che combinano programmazione e nozioni di movimentazione materiali. Sul fronte immigrazione, la seconda fase della riforma tedesca sul Skilled Immigration Act, entrata in vigore a gennaio, comincia a dare risultati. La riduzione delle soglie salariali per le professioni in carenza e il nuovo sistema a punti ‘Chancenkarte’ hanno accelerato il rilascio dei visti per autisti extra-UE e tecnici di manutenzione. Tuttavia, i team della mobilità segnalano che il riconoscimento delle patenti di guida di paesi terzi e le sessioni d’esame in lingua tedesca restano colli di bottiglia. L’Associazione tedesca degli spedizionieri (DSLV) chiede un quadro europeo per la conversione delle patenti e appuntamenti più rapidi presso le ambasciate. Il rapporto evidenzia anche modelli HR sperimentali, come i corridoi di guida a staffetta che permettono ai conducenti di tornare a casa ogni sera e percorsi di carriera nel settore dei camion a idrogeno. Insieme all’automazione, queste iniziative mirano a rendere i lavori nel trasporto più attrattivi per la Generazione Z, salvaguardando il ruolo della Germania come hub logistico europeo. Per le multinazionali il messaggio è duplice: aspettarsi una pressione salariale continua nel magazzinaggio e trasporto tedeschi, e un onboarding più rapido – seppur ancora burocratico – dei talenti extra-UE. Un coinvolgimento precoce con le camere di commercio locali può facilitare il riconoscimento delle qualifiche, mentre offrire corsi di tedesco fin dal primo giorno resta fondamentale per la retention.
Fonte: boerse-global.de
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