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Il ministro francese propone un blocco triennale sui visti per il ricongiungimento familiare

mag 31, 2026
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Il ministro francese propone un blocco triennale sui visti per il ricongiungimento familiare
In un’intervista trasmessa il 30 maggio 2026, il Ministro della Giustizia Gérald Darmanin ha dichiarato di sostenere una “moratoria triennale” sui nuovi visti per il ricongiungimento familiare, sostenendo che la Francia debba “prendersi una pausa” e limitare gli arrivi mentre riforma i sistemi di asilo e integrazione. La proposta – che richiederebbe l’approvazione parlamentare – bloccherebbe il principale canale legale attraverso cui coniugi e figli raggiungono i residenti non appartenenti all’UE in Francia. Tra il 2000 e il 2023, sono stati rilasciati in media 11.000 permessi di soggiorno all’anno per ricongiungimento familiare. Le dichiarazioni di Darmanin hanno subito acceso il dibattito. Le associazioni imprenditoriali hanno avvertito che un blocco totale potrebbe scoraggiare i talenti internazionali, che valutano la possibilità di portare con sé la famiglia quando scelgono un incarico. I programmi French Tech Visa e EU Blue Card, apprezzati sia dalle start-up che dalle multinazionali, presuppongono entrambi l’unità familiare. “I pacchetti di trasferimento saranno più difficili da vendere se i partner dovranno restare separati per tre anni,” ha affermato un direttore delle risorse umane di uno stabilimento statunitense di semiconduttori a Grenoble. I sostenitori, tra cui diversi deputati del Rassemblement National, ritengono che la pausa sia necessaria per “ripristinare la fiducia pubblica” e concentrare le risorse sull’espulsione dei migranti irregolari. I parlamentari di sinistra replicano che la Francia affronta una crisi demografica e carenze di manodopera in sanità, ospitalità e edilizia che l’immigrazione potrebbe contribuire a colmare. Gli esperti legali sottolineano che una sospensione potrebbe incontrare ostacoli costituzionali: il Conseil d’État francese ha più volte affermato il diritto alla vita privata e familiare ai sensi dell’Articolo 8 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo. Qualsiasi legge dovrebbe quindi prevedere eccezioni rigorosamente definite (ad esempio per minori o casi umanitari) per superare il controllo giudiziario. Le aziende che fanno affidamento sulla mobilità intra-UE dovrebbero monitorare il calendario legislativo. Se verrà presentato un disegno di legge, i team HR potrebbero voler accelerare le richieste di visti per i familiari a carico prima di una eventuale data di blocco. Dovrebbero inoltre preparare piani di emergenza come incarichi pendolari o trasferte rotative prolungate, che comportano proprie implicazioni fiscali e previdenziali.
Fonte: LINFO.re

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