
In un gradito dietrofront per i residenti non appartenenti all’UE, la polizia di frontiera francese ha confermato il 29 maggio che i cittadini britannici e americani in possesso di carte di soggiorno francesi possono nuovamente utilizzare i varchi rapidi PARAFE negli aeroporti, nei porti e nei terminal dell’Eurotunnel. La decisione, comunicata discretamente agli agenti in prima linea durante la notte, consente anche ai visitatori a breve termine del Regno Unito e degli Stati Uniti di essere indirizzati ai varchi elettronici in caso di picchi di passeggeri, pur dovendo comunque completare la registrazione nel nuovo Sistema di Entrata/Uscita dell’UE (EES).
La mossa arriva dopo settimane di caos dall’entrata in vigore dell’EES il 10 aprile. I chioschi self-service per la raccolta di impronte digitali e immagini facciali restano fuori uso nella maggior parte dei punti di frontiera francesi a causa di problemi software. Come soluzione temporanea, i dati dei passaporti vengono caricati direttamente dai varchi PARAFE e, cosa cruciale, la raccolta biometrica viene sospesa a blocchi di sei ore ogni volta che le code superano una soglia prestabilita, una deroga che l’UE tollererà solo fino a settembre. Ryanair e diversi gestori aeroportuali hanno chiesto una sospensione totale per tutta l’estate, avvertendo di code ai controlli passaporti fino a quattro ore se i chioschi non verranno riparati.
Per i viaggiatori d’affari, il ripristino dell’accesso ai varchi elettronici può far risparmiare dai 20 ai 40 minuti nelle formalità di arrivo a Parigi-Charles-de-Gaulle, Orly e Nizza, dove recentemente le code nelle ore di punta si estendevano fino ai ponti di imbarco. La nuova politica risolve anche un paradosso imbarazzante per i titolari delle carte francesi del Withdrawal Agreement (WA) post-Brexit, tecnicamente residenti a lungo termine nell’UE, che venivano costretti a passare nelle corsie “altri passaporti” dietro ai turisti alla prima visita. Alcuni viaggiatori hanno raccontato a The Connexion di essere stati fatti passare ai varchi elettronici semplicemente mostrando passaporto e carta di soggiorno lo scorso weekend.
Tuttavia, la soluzione è solo parziale. Finché la componente biometrica dell’EES non sarà stabile, ogni aeroporto sta adottando soluzioni improvvisate: Bordeaux richiede ai visitatori di tentare prima la pre-registrazione al chiosco; Nizza lascia passare direttamente la maggior parte dei passeggeri UK e US ai varchi PARAFE; a Lione, alcuni titolari di carte di soggiorno vengono ancora indirizzati ai banchi con personale. I team di mobilità globale dovrebbero consigliare ai viaggiatori di portare con sé la carta d’imbarco stampata (necessaria in caso di malfunzionamento del chiosco) e di prevedere tempi extra negli aeroporti regionali con personale ridotto.
A lungo termine, la Francia rischia una procedura d’infrazione UE se non riuscirà a dimostrare la piena conformità entro il quarto trimestre. Fonti del settore riferiscono che il contractor Thales rilascerà una importante patch software a luglio e avvierà cicli di test 24 ore su 24 ad agosto, giusto in tempo per il picco di viaggi post-Olimpiadi. Un eventuale fallimento aumenterebbe la pressione sul prossimo grande traguardo: il sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS per i cittadini esenti da visto, previsto per la fine del 2026.
La mossa arriva dopo settimane di caos dall’entrata in vigore dell’EES il 10 aprile. I chioschi self-service per la raccolta di impronte digitali e immagini facciali restano fuori uso nella maggior parte dei punti di frontiera francesi a causa di problemi software. Come soluzione temporanea, i dati dei passaporti vengono caricati direttamente dai varchi PARAFE e, cosa cruciale, la raccolta biometrica viene sospesa a blocchi di sei ore ogni volta che le code superano una soglia prestabilita, una deroga che l’UE tollererà solo fino a settembre. Ryanair e diversi gestori aeroportuali hanno chiesto una sospensione totale per tutta l’estate, avvertendo di code ai controlli passaporti fino a quattro ore se i chioschi non verranno riparati.
Per i viaggiatori d’affari, il ripristino dell’accesso ai varchi elettronici può far risparmiare dai 20 ai 40 minuti nelle formalità di arrivo a Parigi-Charles-de-Gaulle, Orly e Nizza, dove recentemente le code nelle ore di punta si estendevano fino ai ponti di imbarco. La nuova politica risolve anche un paradosso imbarazzante per i titolari delle carte francesi del Withdrawal Agreement (WA) post-Brexit, tecnicamente residenti a lungo termine nell’UE, che venivano costretti a passare nelle corsie “altri passaporti” dietro ai turisti alla prima visita. Alcuni viaggiatori hanno raccontato a The Connexion di essere stati fatti passare ai varchi elettronici semplicemente mostrando passaporto e carta di soggiorno lo scorso weekend.
Tuttavia, la soluzione è solo parziale. Finché la componente biometrica dell’EES non sarà stabile, ogni aeroporto sta adottando soluzioni improvvisate: Bordeaux richiede ai visitatori di tentare prima la pre-registrazione al chiosco; Nizza lascia passare direttamente la maggior parte dei passeggeri UK e US ai varchi PARAFE; a Lione, alcuni titolari di carte di soggiorno vengono ancora indirizzati ai banchi con personale. I team di mobilità globale dovrebbero consigliare ai viaggiatori di portare con sé la carta d’imbarco stampata (necessaria in caso di malfunzionamento del chiosco) e di prevedere tempi extra negli aeroporti regionali con personale ridotto.
A lungo termine, la Francia rischia una procedura d’infrazione UE se non riuscirà a dimostrare la piena conformità entro il quarto trimestre. Fonti del settore riferiscono che il contractor Thales rilascerà una importante patch software a luglio e avvierà cicli di test 24 ore su 24 ad agosto, giusto in tempo per il picco di viaggi post-Olimpiadi. Un eventuale fallimento aumenterebbe la pressione sul prossimo grande traguardo: il sistema di autorizzazione di viaggio ETIAS per i cittadini esenti da visto, previsto per la fine del 2026.
Fonte: The Connexion
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