
Gli esperti legali di Eversheds Sutherland hanno rivelato l’11 giugno 2026 che il Ministero degli Affari Economici e del Lavoro ha avviato una consultazione pubblica su un progetto di legge per il Permesso di Investimento, che sostituirà l’attuale normativa finlandese più restrittiva sul controllo delle acquisizioni da parte di società estere. A differenza del regime precedente, focalizzato principalmente sulle operazioni nel settore della difesa da parte di acquirenti extra-UE, il nuovo quadro richiederà un permesso obbligatorio prima della chiusura per un ventaglio molto più ampio di investimenti, inclusi progetti greenfield in infrastrutture critiche, data center, porti ed energia.
In particolare, la proposta elimina l’esenzione per UE/SEE: tutti gli investitori stranieri, compresi quelli dell’Area Economica Europea, potrebbero essere soggetti a controllo se l’obiettivo è considerato sensibile. Le soglie di partecipazione si stringono, con l’obbligo di permesso a partire dal 10%, 33,3%, 50%, 66,6% e 90% dei diritti di voto, oltre a regole analoghe per acquisti incrementali di azioni. L’Agenzia Nazionale per le Scorte di Emergenza diventerà il primo filtro, mentre il ministero manterrà il potere di approfondire le verifiche.
Sono previste sanzioni amministrative fino a 10 milioni di euro o al 10% del fatturato globale per chi chiude senza autorizzazione. La riforma allinea la Finlandia al Regolamento UE rivisto sul controllo degli investimenti diretti esteri, adottato all’inizio del mese, ma va oltre i requisiti minimi includendo investimenti greenfield selezionati e applicandosi in modo uniforme anche agli investitori UE.
Il governo punta a presentare il testo definitivo in autunno 2026 e ad entrare in vigore entro la primavera 2027. Per le multinazionali che valutano fusioni, acquisizioni o progetti ad alta intensità di capitale in Finlandia, il messaggio è chiaro: considerare un processo di autorizzazione aggiuntivo di almeno 45 giorni (o più) nei tempi di chiusura e prepararsi a una più ampia divulgazione di informazioni su catene di fornitura, cybersecurity e utenti finali. I team di mobilità che gestiscono trasferimenti intra-aziendali legati a tali progetti dovranno prevedere tempi supplementari per permessi di lavoro e soggiorno, che non potranno essere finalizzati prima dell’ottenimento del permesso di investimento.
Pur sottolineando che la Finlandia resta “aperta agli affari”, questa mossa evidenzia una tendenza nordica verso politiche economiche orientate alla sicurezza e potrebbe influenzare come le sedi globali pianificheranno i budget di espansione futura all’interno dell’UE.
In particolare, la proposta elimina l’esenzione per UE/SEE: tutti gli investitori stranieri, compresi quelli dell’Area Economica Europea, potrebbero essere soggetti a controllo se l’obiettivo è considerato sensibile. Le soglie di partecipazione si stringono, con l’obbligo di permesso a partire dal 10%, 33,3%, 50%, 66,6% e 90% dei diritti di voto, oltre a regole analoghe per acquisti incrementali di azioni. L’Agenzia Nazionale per le Scorte di Emergenza diventerà il primo filtro, mentre il ministero manterrà il potere di approfondire le verifiche.
Sono previste sanzioni amministrative fino a 10 milioni di euro o al 10% del fatturato globale per chi chiude senza autorizzazione. La riforma allinea la Finlandia al Regolamento UE rivisto sul controllo degli investimenti diretti esteri, adottato all’inizio del mese, ma va oltre i requisiti minimi includendo investimenti greenfield selezionati e applicandosi in modo uniforme anche agli investitori UE.
Il governo punta a presentare il testo definitivo in autunno 2026 e ad entrare in vigore entro la primavera 2027. Per le multinazionali che valutano fusioni, acquisizioni o progetti ad alta intensità di capitale in Finlandia, il messaggio è chiaro: considerare un processo di autorizzazione aggiuntivo di almeno 45 giorni (o più) nei tempi di chiusura e prepararsi a una più ampia divulgazione di informazioni su catene di fornitura, cybersecurity e utenti finali. I team di mobilità che gestiscono trasferimenti intra-aziendali legati a tali progetti dovranno prevedere tempi supplementari per permessi di lavoro e soggiorno, che non potranno essere finalizzati prima dell’ottenimento del permesso di investimento.
Pur sottolineando che la Finlandia resta “aperta agli affari”, questa mossa evidenzia una tendenza nordica verso politiche economiche orientate alla sicurezza e potrebbe influenzare come le sedi globali pianificheranno i budget di espansione futura all’interno dell’UE.
Fonte: Eversheds Sutherland Finland
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