
Nelle interviste di domenica in vista della pubblicazione settimanale dei dati sulla migrazione netta dall’estero, il Ministro dell’Immigrazione Tony Burke ha respinto le proposte dell’Opposizione di collegare direttamente il numero annuale di visti al numero di case costruite e di fissare un tetto massimo di 130.000 migranti. Intervenendo su Sky News e riportato da SBS alle 15:27 AEST, Burke ha sottolineato che il governo ha già ridotto la migrazione netta del 45% rispetto al picco post-pandemico, ma ha ribadito che l’Australia “dipende dall’immigrazione” per fornire medici, operai specializzati e lavoratori nelle aree regionali. Il ministro ha confermato l’obiettivo di 225.000 ingressi per i prossimi tre anni, avvertendo che tagli più profondi rischierebbero di lasciare scoperti i settori dell’edilizia e dell’assistenza, rallentando l’offerta abitativa e aumentando ulteriormente gli affitti. I gruppi imprenditoriali hanno accolto con favore questa posizione più sfumata, osservando che i tempi di elaborazione dei visti per lavoratori qualificati sono recentemente tornati ai livelli pre-Covid, grazie anche all’aggiornamento digitale da 75 milioni di dollari di Trades Recognition Australia dello scorso anno. Per i responsabili della mobilità aziendale, il dibattito preannuncia un programma di migrazione permanente più selettivo e basato sui dati. I datori di lavoro devono aspettarsi controlli più rigorosi sul mercato del lavoro e soglie salariali minime più elevate dal 1° luglio, ma anche decisioni più rapide per le professioni prioritarie. Le aziende che pianificano grandi progetti nei settori della sanità, dell’energia o delle infrastrutture potrebbero dover bloccare le candidature per la sponsorizzazione prima del bilancio di ottobre, quando il Tesoro potrebbe presentare un aggiornamento del sistema a punti e incentivi per la migrazione regionale. Nel frattempo, il tetto rigido proposto da One Nation aumenta l’incertezza per settori come la tecnologia e l’assistenza agli anziani, che dipendono da un flusso globale di talenti. La pianificazione degli scenari per il 2027-28 dovrebbe includere contromisure per possibili shock alle quote, diversificazione delle fonti (ad esempio, la zona di mobilità con la Nuova Zelanda) e formazione interna per mitigare i colli di bottiglia nei visti, qualora l’orientamento politico si spostasse verso limiti più restrittivi.
Fonte: SBS News
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