
Con la carenza di abitazioni in Australia tornata prepotentemente al centro del dibattito politico, il Ministro dell’Immigrazione Tony Burke ha avvertito durante una trasmissione televisiva domenicale che tagli drastici e generalizzati all’immigrazione “aggraverebbero la situazione abitativa anziché migliorarla”. Intervenendo su Sky News, in vista dell’aggiornamento ufficiale sul saldo netto migratorio (NOM) previsto per giovedì, Burke ha confermato che il governo ha già ridotto il NOM del 45%, portandolo a circa 306.000 per il 2024-25, con l’obiettivo di scendere a 225.000 all’anno entro il 2028. Il leader dell’opposizione Angus Taylor ha proposto di legare il tetto annuale per i visti permanenti al numero di nuove abitazioni costruite, mentre One Nation vorrebbe ridurre l’immigrazione a 130.000 unità. Burke ha replicato sottolineando che imprese edili, ospedali regionali ed esportatori agricoli “dipendono assolutamente dall’immigrazione” per la manodopera qualificata e che tagli drastici lascerebbero cantieri fermi e turni medici scoperti, limitando ulteriormente l’offerta abitativa. Per i team di mobilità globale e acquisizione talenti, il dibattito indica che le politiche migratorie australiane resteranno fluide fino al prossimo ciclo elettorale. Pur riducendo i numeri complessivi, il governo sta ristrutturando la composizione degli ingressi, puntando su transizioni interne da visti temporanei, introducendo il nuovo visto “Skills in Demand” a tre livelli e accelerando l’ingresso di professionisti della sanità e dell’edilizia nelle aree regionali. I datori di lavoro con nomine approvate ma non ancora utilizzate dovrebbero agire rapidamente prima che le quote si restringano. Gli economisti del settore immobiliare ricordano che storicamente i migranti rappresentano il 30-40% della domanda di nuove abitazioni a Sydney e Melbourne, ma costituiscono anche il 10% della forza lavoro nell’edilizia residenziale. “Privare il settore di carpentieri e idraulici in nome della liberazione di affitti è controproducente”, osserva Louis Christopher, direttore di SQM Research. I responsabili della mobilità aziendale devono quindi prepararsi a test di idoneità legati allo stipendio e a requisiti più severi per la conoscenza della lingua inglese, piuttosto che a limiti generali. Consiglio pratico: se state organizzando trasferimenti in Australia dopo il 1° luglio, prevedete tempi supplementari per visite mediche e certificati di polizia—il Dipartimento degli Affari Interni sta già dando priorità alle domande per ruoli meglio retribuiti, mentre i tempi di elaborazione per le categorie meno pagate si sono allungati a 12-16 settimane.
Fonte: SBS News
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