
La Francia si è svegliata il 15 giugno 2026 con un panorama migratorio europeo completamente trasformato. A mezzanotte, il Patto su Migrazione e Asilo, composto da dieci leggi adottate nel 2024, è entrato pienamente in vigore in tutta l’UE, sostituendo le regole basate sul Regolamento di Dublino che da tempo gravavano sui Paesi membri di frontiera. Per la Francia, il cambiamento è subito tangibile: ogni ingresso irregolare alla frontiera esterna di Schengen — comprese le sue regioni d’oltremare — deve ora essere registrato entro sette giorni, sottoposto a controlli biometrici e a un rapido screening di sicurezza e sanitario. L’obiettivo è garantire che chi ha poche probabilità di ottenere protezione o rappresenta un rischio non entri mai nel territorio Schengen senza essere tracciato.
Negli ultimi due anni, Parigi ha riscritto la normativa interna per allinearla al patto. Un decreto del 6 giugno ha aggiornato il Codice sull’Ingresso e Soggiorno degli Stranieri e sul Diritto d’Asilo, fissando tempi rigorosi per l’Office français de l’immigration et de l’intégration (OFII) nella gestione dei casi. Nel nuovo sistema, le domande di asilo giudicate “manifestamente infondate” possono essere respinte entro 12 settimane, mentre i richiedenti accolti beneficeranno di standard armonizzati a livello UE — assistenza legale, supporto professionale e corsi di integrazione.
Per le aziende che trasferiscono talenti in Francia, l’impatto più immediato del patto sarà una maggiore prevedibilità alle frontiere. Regole uniformi di controllo dovrebbero ridurre il rischio di verifiche di polizia improvvise che in passato hanno rallentato dirigenti con passaporti di paesi terzi in transito da Parigi-Charles-de-Gaulle. Tuttavia, i datori di lavoro devono prepararsi a un’applicazione più rigorosa contro i soggiorni irregolari e gli spostamenti secondari all’interno di Schengen: i controlli biometrici potenziati di Eurodac renderanno più difficile per i lavoratori “azzerare” il proprio periodo di visto uscendo brevemente dall’area.
Gli esperti di migrazione sottolineano anche il nuovo “meccanismo di solidarietà” obbligatorio. Se la Francia dovesse affrontare un improvviso aumento degli arrivi via mare nelle sue zone atlantiche o mediterranee, gli altri Stati membri dovranno offrire posti di ricollocamento o sostegno finanziario. Al contrario, i contribuenti francesi contribuiranno quando la pressione migratoria si sposterà su Italia, Grecia o Spagna — costi che il ministero delle finanze sta già considerando nel bilancio 2027.
In pratica, i team HR dovrebbero rivedere le politiche di mobilità: per i dipendenti con visti di breve durata non cambierà nulla, ma i lavoratori distaccati con permessi di soggiorno temporanei potrebbero dover affrontare controlli di uscita/entrata più frequenti ogni volta che attraversano la frontiera esterna di Schengen. Fornire loro lettere di viaggio aggiornate e assicurarsi che siano muniti di passaporti biometrici faciliterà il passaggio rapido ai nuovi chioschi automatizzati.
Negli ultimi due anni, Parigi ha riscritto la normativa interna per allinearla al patto. Un decreto del 6 giugno ha aggiornato il Codice sull’Ingresso e Soggiorno degli Stranieri e sul Diritto d’Asilo, fissando tempi rigorosi per l’Office français de l’immigration et de l’intégration (OFII) nella gestione dei casi. Nel nuovo sistema, le domande di asilo giudicate “manifestamente infondate” possono essere respinte entro 12 settimane, mentre i richiedenti accolti beneficeranno di standard armonizzati a livello UE — assistenza legale, supporto professionale e corsi di integrazione.
Per le aziende che trasferiscono talenti in Francia, l’impatto più immediato del patto sarà una maggiore prevedibilità alle frontiere. Regole uniformi di controllo dovrebbero ridurre il rischio di verifiche di polizia improvvise che in passato hanno rallentato dirigenti con passaporti di paesi terzi in transito da Parigi-Charles-de-Gaulle. Tuttavia, i datori di lavoro devono prepararsi a un’applicazione più rigorosa contro i soggiorni irregolari e gli spostamenti secondari all’interno di Schengen: i controlli biometrici potenziati di Eurodac renderanno più difficile per i lavoratori “azzerare” il proprio periodo di visto uscendo brevemente dall’area.
Gli esperti di migrazione sottolineano anche il nuovo “meccanismo di solidarietà” obbligatorio. Se la Francia dovesse affrontare un improvviso aumento degli arrivi via mare nelle sue zone atlantiche o mediterranee, gli altri Stati membri dovranno offrire posti di ricollocamento o sostegno finanziario. Al contrario, i contribuenti francesi contribuiranno quando la pressione migratoria si sposterà su Italia, Grecia o Spagna — costi che il ministero delle finanze sta già considerando nel bilancio 2027.
In pratica, i team HR dovrebbero rivedere le politiche di mobilità: per i dipendenti con visti di breve durata non cambierà nulla, ma i lavoratori distaccati con permessi di soggiorno temporanei potrebbero dover affrontare controlli di uscita/entrata più frequenti ogni volta che attraversano la frontiera esterna di Schengen. Fornire loro lettere di viaggio aggiornate e assicurarsi che siano muniti di passaporti biometrici faciliterà il passaggio rapido ai nuovi chioschi automatizzati.
Fonte: EU Reporter