
In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, l'Istituto Tedesco per i Diritti Umani (DIMR) ha diffuso il 18 giugno una dichiarazione netta, avvertendo che la Germania rischia di violare la Convenzione sui Rifugiati del 1951 se continuerà a inasprire le regole d’ingresso dopo l’entrata in vigore del Sistema Europeo Comune di Asilo (GEAS) il 12 giugno. L’ente nazionale per i diritti umani ha ricordato a Berlino che il principio di non-refoulement è inderogabile e ha criticato le nuove misure a livello UE — procedure di frontiera accelerate, poteri ampliati di detenzione e la finzione giuridica delle “zone di non ingresso” — per aver privato i potenziali rifugiati delle garanzie di giusto processo. Il DIMR ha evidenziato i recenti respingimenti ai confini polacco e ceco, oltre alla sentenza dello stesso giorno che ha bloccato l’espulsione di un richiedente eritreo. Ha esortato le autorità federali e regionali a formare gli agenti di frontiera sul diritto d’asilo, garantire l’accesso immediato a un avvocato e assicurare che ogni detenzione rispetti il principio del mezzo meno restrittivo. Per le multinazionali che trasferiscono talenti in Germania, l’intervento dell’istituto segnala un contesto di vigilanza interna più rigoroso. Le aziende che sponsorizzano personale non UE con Blue Card o permessi ICT devono aspettarsi un controllo più attento su qualsiasi pratica che possa essere interpretata come un tentativo di aggirare i canali d’asilo — ad esempio, la pressione su dipendenti con status umanitario per passare prematuramente a visti di lavoro. I reparti HR dovranno inoltre monitorare come la prossima legge di adattamento al GEAS modificherà i tempi per il ricongiungimento familiare e i termini per i ricorsi. Sul piano politico, la dichiarazione aumenta la probabilità che i partiti di opposizione presentino emendamenti quando il Bundestag discuterà la legislazione secondaria per l’attuazione del GEAS entro l’estate. Mentre il governo sostiene che il nuovo sistema velocizzerà decisioni ed espulsioni, il DIMR sottolinea che “la rapidità non deve andare a scapito dell’equità.” I responsabili della mobilità aziendale devono prepararsi a un periodo di incertezza normativa e consultare esperti legali prima di fornire indicazioni ai dipendenti coinvolti.
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