
In occasione del 14° Passport Seva Divas, celebrato il 24 giugno, i funzionari del Ministero degli Affari Esteri (MEA) hanno ricordato ai cittadini che il passaporto indiano è fondamentalmente un documento di viaggio che attesta la nazionalità all’estero, ma non costituisce di per sé una prova definitiva di cittadinanza. Questa precisazione arriva in un contesto di accesi dibattiti interni sulla documentazione nelle liste elettorali e sulle verifiche della cittadinanza, ed è volta a evitare confusioni mentre l’India accelera il rilascio dei passaporti elettronici con chip.
Da un anno a oggi sono stati emessi oltre 14,7 milioni di questi documenti altamente sicuri, e tutti i nuovi passaporti sono ormai e-passport. I funzionari hanno colto l’occasione per illustrare l’ampiezza delle riforme introdotte nel rinnovato Passport Seva Programme, che ha ridotto i tempi medi di lavorazione a cinque-sei giorni e triplicato la rete di Passport Seva Kendras e uffici postali a 544 in tutto il Paese. I tempi di verifica da parte della polizia, un tempo un collo di bottiglia ricorrente, sono stati ridotti a soli due giorni in alcuni stati precursori, con il MEA che spinge per estendere queste best practice a livello nazionale.
Il sistema digitale di back-end, sviluppato e gestito da Tata Consultancy Services, conserva tutti i dati sui server governativi per garantire privacy e sovranità. Guardando all’esterno, il ministero ha sottolineato l’espansione costante delle opzioni di mobilità per gli indiani: 27 paesi ora consentono l’ingresso senza visto (rispetto ai 16 del 2019), 47 offrono il visto all’arrivo e 66 accettano e-visa. L’India ha inoltre siglato accordi di migrazione e mobilità con 25 paesi, principalmente europei, che aprono vie legali per lavoratori qualificati e facilitano il rimpatrio dei migranti irregolari.
Per approfondire queste opportunità, il MEA ha annunciato un Human Resource Mobility Forum di due giorni a Nuova Delhi, dal 30 giugno al 1° luglio. Agenzie governative, reclutatori etici e datori di lavoro da Danimarca, Germania, Italia, Giappone e Russia metteranno in contatto le offerte di lavoro con i talenti indiani, avvertendo al contempo i lavoratori sui rischi di frodi, un tema emerso dopo che alcuni indiani sono stati ingannati e arruolati nelle forze armate russe. L’evento affronterà anche la certificazione delle competenze, la formazione linguistica e l’orientamento pre-partenza.
Per le aziende che gestiscono incarichi internazionali, il messaggio è duplice: i documenti di viaggio indiani diventano sempre più difficili da contraffare e più rapidi da ottenere, mentre gli accordi bilaterali ampliano le possibilità di visti semplificati per progetti all’estero. I responsabili della mobilità dovrebbero seguire con attenzione il forum in arrivo per scoprire nuovi progetti pilota e quote settoriali che potrebbero facilitare il reclutamento in Europa e Asia orientale.
Da un anno a oggi sono stati emessi oltre 14,7 milioni di questi documenti altamente sicuri, e tutti i nuovi passaporti sono ormai e-passport. I funzionari hanno colto l’occasione per illustrare l’ampiezza delle riforme introdotte nel rinnovato Passport Seva Programme, che ha ridotto i tempi medi di lavorazione a cinque-sei giorni e triplicato la rete di Passport Seva Kendras e uffici postali a 544 in tutto il Paese. I tempi di verifica da parte della polizia, un tempo un collo di bottiglia ricorrente, sono stati ridotti a soli due giorni in alcuni stati precursori, con il MEA che spinge per estendere queste best practice a livello nazionale.
Il sistema digitale di back-end, sviluppato e gestito da Tata Consultancy Services, conserva tutti i dati sui server governativi per garantire privacy e sovranità. Guardando all’esterno, il ministero ha sottolineato l’espansione costante delle opzioni di mobilità per gli indiani: 27 paesi ora consentono l’ingresso senza visto (rispetto ai 16 del 2019), 47 offrono il visto all’arrivo e 66 accettano e-visa. L’India ha inoltre siglato accordi di migrazione e mobilità con 25 paesi, principalmente europei, che aprono vie legali per lavoratori qualificati e facilitano il rimpatrio dei migranti irregolari.
Per approfondire queste opportunità, il MEA ha annunciato un Human Resource Mobility Forum di due giorni a Nuova Delhi, dal 30 giugno al 1° luglio. Agenzie governative, reclutatori etici e datori di lavoro da Danimarca, Germania, Italia, Giappone e Russia metteranno in contatto le offerte di lavoro con i talenti indiani, avvertendo al contempo i lavoratori sui rischi di frodi, un tema emerso dopo che alcuni indiani sono stati ingannati e arruolati nelle forze armate russe. L’evento affronterà anche la certificazione delle competenze, la formazione linguistica e l’orientamento pre-partenza.
Per le aziende che gestiscono incarichi internazionali, il messaggio è duplice: i documenti di viaggio indiani diventano sempre più difficili da contraffare e più rapidi da ottenere, mentre gli accordi bilaterali ampliano le possibilità di visti semplificati per progetti all’estero. I responsabili della mobilità dovrebbero seguire con attenzione il forum in arrivo per scoprire nuovi progetti pilota e quote settoriali che potrebbero facilitare il reclutamento in Europa e Asia orientale.
Fonte: Hindustan Times