
Venerdì pomeriggio (3 luglio) Bruxelles ha ammesso pubblicamente che il nuovissimo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’Unione Europea sta ancora causando code “inaccettabili” ai controlli passaporti, a volte superiori a due ore, alle frontiere esterne di Schengen. La portavoce della Commissione Europea, Anitta Hipper, ha dichiarato ai giornalisti che l’esecutivo “comprende la frustrazione dei viaggiatori” e sta collaborando con gli Stati membri per installare più chioschi per le impronte digitali, riassegnare il personale di Frontex e allentare le quote obbligatorie di registrazione biometrica. L’ammissione arriva a meno di tre mesi dall’entrata in vigore obbligatoria dell’EES, il 10 aprile, negli aeroporti, porti e valichi terrestri. Con questo sistema, ogni visitatore extra-UE con soggiorno breve deve fornire quattro impronte digitali e un’immagine del volto alla prima entrata nell’area; i passaggi successivi vengono verificati tramite questo database anziché con il timbro sul passaporto. Sebbene progettato per velocizzare i flussi, il tempo medio di registrazione di sei minuti ha sovraccaricato il traffico nelle stagioni di punta. Gli scali francesi sono tra i più colpiti: Parigi-Charles-de-Gaulle ha già riaperto diverse postazioni manuali, mentre aeroporti regionali come Tolosa-Blagnac e Nizza segnalano code mattutine che si estendono fino alle aree partenze. Le compagnie aeree denunciano che i ritardi stanno causando disagi a catena sulle rotte a lungo raggio e che sono costrette a pagare gli hotel quando i viaggiatori non riescono a superare i controlli in tempo per il ri-check dei bagagli. Per i responsabili della mobilità il messaggio è chiaro: prevedere tempi di attesa più lunghi tra voli in arrivo e coincidenze, preregistrare i dati biometrici dei viaggiatori frequenti dove esistono progetti pilota locali e avvisare il personale che i varchi Fast-Track/Parafe sono temporaneamente chiusi alla maggior parte dei cittadini di paesi terzi. La Commissione ha annunciato una nuova revisione dei progressi prevista per il 15 luglio, lasciando intendere che potrebbe autorizzare gli Stati a ridurre gli obiettivi di registrazione durante il picco estivo, una decisione che influenzerà direttamente i piani di personale della polizia di frontiera francese.
Fonte: AFP via Boursedirect
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