
La compagnia aerea low-cost Ryanair ha sfruttato l’inizio della intensa stagione estiva per aumentare la pressione sul governo francese, chiedendo una riforma radicale della Direction des Services de la Navigation Aérienne (DSNA), il fornitore statale dei servizi di controllo del traffico aereo (ATC). Una missione di indagine del Senato francese, pubblicata il 3 luglio 2026, dipinge un quadro preoccupante: carenza cronica di personale, cicli di formazione dei controllori che durano cinque anni, apparecchiature radio vecchie di 30 anni ancora in uso in alcuni centri e programmi di modernizzazione da miliardi di euro in ritardo di oltre un decennio. Il rapporto dell’assemblea superiore avverte che, senza interventi correttivi, il controllo del traffico aereo francese potrebbe diventare “il collo di bottiglia strutturale del cielo europeo” entro il 2030, costringendo le compagnie aeree a ridurre i voli e a deviare il traffico. I modelli di Eurocontrol citati dai senatori stimano che i ritardi a catena potrebbero costare alle compagnie fino a 1,7 miliardi di euro l’anno entro il 2035. Ryanair sostiene che i risultati confermano ciò che le compagnie e i manager dei viaggi d’affari vivono quotidianamente: ritardi sproporzionati durante gli scioperi dei controllori francesi (ben 17 interruzioni nel 2025) e restrizioni di gestione del flusso che si ripercuotono lungo i corridoi nord-sud europei. La compagnia chiede tempi di formazione più brevi, un aumento delle assunzioni, la destinazione vincolata delle tariffe ATC agli investimenti e, soprattutto, una tutela legale per i sorvoli durante le azioni industriali interne, simile a quella già prevista per i servizi domestici francesi. Per le aziende che dipendono dallo spazio aereo francese — sia per voli diretti su Parigi sia per sorvoli tra Regno Unito, Iberia, Italia e oltre — la posta in gioco è commerciale. I dati Eurocontrol mostrano che il 23% di tutti i minuti di ritardo in rotta in Europa nell’estate 2025 è stato causato dalle limitazioni di capacità del controllo francese. I manager dei viaggi multinazionali stanno ora creando margini di sicurezza più ampi nei programmi, consigliando ai dirigenti di scegliere rotte che evitino lo spazio aereo francese quando possibile e testando i piani di assistenza in caso di cancellazioni dell’ultimo minuto. Il ministro dei Trasporti francese, Patrice Vergriete, ha accolto positivamente il rapporto del Senato e ha promesso un “piano di accelerazione” entro settembre, che prevede il reclutamento rapido di 200 controllori aggiuntivi e l’implementazione dei sistemi elettronici di gestione dei voli presso l’ACC di Parigi entro fine anno. Le associazioni dell’aviazione commerciale, nel frattempo, sollecitano il governo a includere gli utenti nel gruppo di lavoro per la riforma, avvertendo che qualsiasi futuro meccanismo di allocazione della capacità non deve penalizzare i voli aziendali a carattere urgente. Con i passeggeri della stagione di punta già superiori ai livelli del 2019, le compagnie avvertono che l’estate 2026 rappresenta l’ultimo avvertimento per la Francia prima che l’UEFA Euro 2027, previsto per il prossimo anno, eserciti una domanda ancora più intensa sulla rete.
Fonte: Aviation24
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