
L'Aeroporto Internazionale di Hong Kong ha silenziosamente avviato la sua nuova fase di espansione con l'apertura parziale delle strutture di partenza nel completamente rinnovato Terminal 2 (T2). La società di consulenza ingegneristica SYSTRA ha confermato questo traguardo in un comunicato del 6 luglio 2026, definendo la consegna un risultato chiave del programma da 141 miliardi di HKD per il sistema a tre piste dell’aeroporto.
A differenza della configurazione pre-2020, in cui il T2 fungeva solo da area check-in preliminare, il nuovo edificio offre un processo di partenza completo. I viaggiatori possono effettuare check-in, controlli di sicurezza e immigrazione sotto lo stesso tetto, prima di salire sull’Automated People Mover che li conduce ai gate lato aria del Terminal 1.
Nei prossimi 18 mesi, un nuovo molo sarà collegato direttamente al T2, creando una configurazione a doppio terminal in grado di gestire fino a 120 milioni di passeggeri all’anno. Per i team di mobilità aziendale, il vantaggio immediato più rilevante è la riduzione dei tempi dal marciapiede al gate per i gruppi aziendali.
La nuova piazza esterna integra l’Airport Express, autobus franchising, pullman transfrontalieri e un parcheggio da 1.000 posti, collegati da passerelle coperte, fondamentali per le aziende che spostano i propri dipendenti tra l’aeroporto e i poli produttivi della Greater Bay Area.
All’interno, le sale di controllo sono dotate di 50 e-gate compatibili con smart ID HKSAR e passaporti biometrici, a testimonianza della spinta governativa verso un controllo frontiere senza attriti.
L’apertura a fasi è anche un segnale che Hong Kong si sta preparando a un ritorno ai volumi di traffico pre-pandemia. A maggio il traffico passeggeri ha raggiunto 5,34 milioni, con un aumento del 10,2% su base annua, e l’AAHK prevede una crescita a doppia cifra per il picco estivo, grazie al ripristino da parte di Cathay Pacific dei voli sospesi verso Medio Oriente ed Europa.
Le aziende con sedi regionali a Hong Kong dovrebbero rivedere le proprie procedure di viaggio per i dipendenti: ridefinire i punti di incontro, aggiornare le SOP per i trasporti a terra e ricordare al personale che alcuni vettori effettuano ora il check-in esclusivamente al T2.
Quando il molo d’imbarco sarà completato entro la fine del 2027, il Terminal 2 ospiterà una propria sala arrivi per l’immigrazione, gate a battente per le compagnie low cost e una zona commerciale pensata per attrarre i clienti dalla Cina continentale.
Per ora, l’apertura parziale ripristina la capacità di un hub che l’aveva persa durante i lavori in epoca pandemica, rafforzando il ruolo di Hong Kong come porta naturale per i flussi di talenti verso la Greater Bay Area.
A differenza della configurazione pre-2020, in cui il T2 fungeva solo da area check-in preliminare, il nuovo edificio offre un processo di partenza completo. I viaggiatori possono effettuare check-in, controlli di sicurezza e immigrazione sotto lo stesso tetto, prima di salire sull’Automated People Mover che li conduce ai gate lato aria del Terminal 1.
Nei prossimi 18 mesi, un nuovo molo sarà collegato direttamente al T2, creando una configurazione a doppio terminal in grado di gestire fino a 120 milioni di passeggeri all’anno. Per i team di mobilità aziendale, il vantaggio immediato più rilevante è la riduzione dei tempi dal marciapiede al gate per i gruppi aziendali.
La nuova piazza esterna integra l’Airport Express, autobus franchising, pullman transfrontalieri e un parcheggio da 1.000 posti, collegati da passerelle coperte, fondamentali per le aziende che spostano i propri dipendenti tra l’aeroporto e i poli produttivi della Greater Bay Area.
All’interno, le sale di controllo sono dotate di 50 e-gate compatibili con smart ID HKSAR e passaporti biometrici, a testimonianza della spinta governativa verso un controllo frontiere senza attriti.
L’apertura a fasi è anche un segnale che Hong Kong si sta preparando a un ritorno ai volumi di traffico pre-pandemia. A maggio il traffico passeggeri ha raggiunto 5,34 milioni, con un aumento del 10,2% su base annua, e l’AAHK prevede una crescita a doppia cifra per il picco estivo, grazie al ripristino da parte di Cathay Pacific dei voli sospesi verso Medio Oriente ed Europa.
Le aziende con sedi regionali a Hong Kong dovrebbero rivedere le proprie procedure di viaggio per i dipendenti: ridefinire i punti di incontro, aggiornare le SOP per i trasporti a terra e ricordare al personale che alcuni vettori effettuano ora il check-in esclusivamente al T2.
Quando il molo d’imbarco sarà completato entro la fine del 2027, il Terminal 2 ospiterà una propria sala arrivi per l’immigrazione, gate a battente per le compagnie low cost e una zona commerciale pensata per attrarre i clienti dalla Cina continentale.
Per ora, l’apertura parziale ripristina la capacità di un hub che l’aveva persa durante i lavori in epoca pandemica, rafforzando il ruolo di Hong Kong come porta naturale per i flussi di talenti verso la Greater Bay Area.
Fonte: Airport Industry-News
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