
La Commissione Europea ha intensificato questa settimana la pressione sulla Germania affinché revochi i controlli interni alle frontiere Schengen, reintrodotti durante la crisi dei rifugiati del 2015. A Bruxelles, il Commissario per la Migrazione Magnus Brunner ha sottolineato che gli arrivi irregolari sono drasticamente diminuiti da quando il nuovo Sistema Europeo Comune di Asilo (CEAS) è entrato in vigore il 12 giugno 2026, sostenendo che “le misure eccezionali devono lasciare spazio alla normale circolazione Schengen”. Tuttavia, dopo i colloqui a Berlino del 16 luglio, il Ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt e il suo omologo austriaco Gerhard Karner hanno confermato che i controlli – autorizzati fino al 15 settembre – resteranno in vigore. I dati della Polizia Federale mostrano 3.300 ingressi non autorizzati a giugno, in calo del 21% rispetto al mese precedente, ma ancora “inaccettabilmente alti”, ha dichiarato Dobrindt. Ha inoltre citato diverse sentenze tedesche che hanno giudicato illegali alcune pratiche di respingimento, sostenendo che procedure più rigorose ai valichi legali sono quindi indispensabili. La reazione del settore è stata immediata. L’Associazione Tedesca del Turismo ha avvertito che i controlli prolungati durante l’alta stagione turistica metteranno sotto pressione il traffico transfrontaliero giornaliero e potrebbero ridurre i ricavi estivi in Baviera e Sassonia di “diversi milioni a tre cifre”. Anche i gruppi logistici sono preoccupati per i tempi di attesa nelle spedizioni just-in-time ad alto valore. I sindacati di polizia replicano che le risorse sono già al limite: i posti di blocco improvvisati sulle strade secondarie mancano di ombra e infrastrutture digitali. Gli agenti chiedono al Ministero dell’Interno kit biometrici mobili e scanner per targhe supportati dall’intelligenza artificiale per velocizzare le verifiche di routine ed evitare code chilometriche. Per i responsabili dei viaggi aziendali il messaggio è chiaro: prevedere tempi extra quando si attraversano valichi stradali o ferroviari da Austria, Polonia, Repubblica Ceca o Svizzera verso la Germania, soprattutto venerdì e domenica. Sebbene le regole Schengen prevedano controlli casuali e non permanenti, in pratica molti valichi operano controlli spot 24 ore su 24, 7 giorni su 7. I funzionari UE rivaluteranno la prossima richiesta di proroga della Germania all’inizio di settembre, ma con le elezioni nazionali in arrivo in tre stati federali, una rapida fine dei controlli appare improbabile.
Fonte: GermanPolicy.com
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