
Il Ministero degli Esteri tedesco (Auswärtiges Amt) ha aggiornato discretamente il suo avviso di viaggio per la Cina continentale il 20 luglio 2026. Il comunicato ribadisce che, nell’ambito del programma unilaterale di esenzione dal visto di Pechino, i titolari di passaporti tedeschi ordinari possono continuare a entrare in Cina senza visto per soggiorni fino a 30 giorni per affari, turismo, visite familiari, scambi culturali o transito, a condizione che il viaggio si concluda entro il 31 dicembre 2026. I viaggiatori devono comunque compilare la dichiarazione sanitaria e di immigrazione online e registrarsi presso il locale Ufficio di Pubblica Sicurezza entro 24 ore dall’arrivo in alloggi privati. L’avviso ricorda inoltre che la raccolta delle impronte digitali è prassi standard all’arrivo e avverte che la polizia può imporre divieti di uscita agli stranieri coinvolti, direttamente o indirettamente, in procedimenti civili o penali.
Sebbene la politica sia cinese, un aggiornamento da parte di un governo del G7 è rilevante per i talenti globali e le multinazionali. Le aziende tedesche che pianificano missioni brevi, lavori su progetto, audit o viaggi di vendita possono continuare a inviare personale in Cina con breve preavviso, senza i tempi e i costi amministrativi di un visto M o F. L’aggiornamento rassicura che l’esenzione rimane valida nonostante le recenti tensioni geopolitiche, tra cui le frizioni commerciali UE-Cina e le indagini anti-sovvenzioni della Commissione Europea sui veicoli elettrici cinesi. Tuttavia, le aziende devono prevedere misure di conformità: i dipendenti devono portare sempre con sé il passaporto, rispettare il limite di 30 giorni e registrare tempestivamente l’indirizzo per evitare multe che potrebbero compromettere ingressi futuri.
Da un punto di vista politico, la posizione di Berlino evidenzia come Pechino stia utilizzando una liberalizzazione selettiva dei visti per rilanciare i viaggi in entrata post-pandemia. La Germania si unisce ad altri 49 Paesi, tra cui Francia, Australia e la maggior parte dell’UE, nella lista di esenzione. L’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione cinese (NIA) ha riportato all’inizio del mese che il 77,7% di tutti gli arrivi stranieri nel primo semestre 2026 è avvenuto senza visto, una quota record. Per i team HR basati in Cina, questo si traduce in un onboarding più rapido dei colleghi esteri, meno problemi con le lettere di invito e potenzialmente budget di trasferimento più contenuti.
Consigli pratici: assicurarsi che i viaggiatori stampino o salvino uno screenshot del codice sanitario doganale prima dell’atterraggio, conservino la prova del viaggio di ritorno e siano informati che l’uso di VPN è tecnicamente illegale. I datori di lavoro devono monitorare i giorni cumulativi di permanenza per evitare una residenza fiscale involontaria e verificare che non venga svolto lavoro retribuito senza il visto Z e il permesso di lavoro appropriati. Infine, ricordare al personale che l’esenzione è temporanea; salvo ulteriori proroghe da parte di Pechino, dal 1° gennaio 2027 sarà necessario il visto per i viaggi programmati.
Sebbene la politica sia cinese, un aggiornamento da parte di un governo del G7 è rilevante per i talenti globali e le multinazionali. Le aziende tedesche che pianificano missioni brevi, lavori su progetto, audit o viaggi di vendita possono continuare a inviare personale in Cina con breve preavviso, senza i tempi e i costi amministrativi di un visto M o F. L’aggiornamento rassicura che l’esenzione rimane valida nonostante le recenti tensioni geopolitiche, tra cui le frizioni commerciali UE-Cina e le indagini anti-sovvenzioni della Commissione Europea sui veicoli elettrici cinesi. Tuttavia, le aziende devono prevedere misure di conformità: i dipendenti devono portare sempre con sé il passaporto, rispettare il limite di 30 giorni e registrare tempestivamente l’indirizzo per evitare multe che potrebbero compromettere ingressi futuri.
Da un punto di vista politico, la posizione di Berlino evidenzia come Pechino stia utilizzando una liberalizzazione selettiva dei visti per rilanciare i viaggi in entrata post-pandemia. La Germania si unisce ad altri 49 Paesi, tra cui Francia, Australia e la maggior parte dell’UE, nella lista di esenzione. L’Amministrazione Nazionale per l’Immigrazione cinese (NIA) ha riportato all’inizio del mese che il 77,7% di tutti gli arrivi stranieri nel primo semestre 2026 è avvenuto senza visto, una quota record. Per i team HR basati in Cina, questo si traduce in un onboarding più rapido dei colleghi esteri, meno problemi con le lettere di invito e potenzialmente budget di trasferimento più contenuti.
Consigli pratici: assicurarsi che i viaggiatori stampino o salvino uno screenshot del codice sanitario doganale prima dell’atterraggio, conservino la prova del viaggio di ritorno e siano informati che l’uso di VPN è tecnicamente illegale. I datori di lavoro devono monitorare i giorni cumulativi di permanenza per evitare una residenza fiscale involontaria e verificare che non venga svolto lavoro retribuito senza il visto Z e il permesso di lavoro appropriati. Infine, ricordare al personale che l’esenzione è temporanea; salvo ulteriori proroghe da parte di Pechino, dal 1° gennaio 2027 sarà necessario il visto per i viaggi programmati.