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Migranti haitiani si dirigono verso nord mentre la stretta degli Stati Uniti spinge i richiedenti asilo verso il Canada

set 22, 2026
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Migranti haitiani si dirigono verso nord mentre la stretta degli Stati Uniti spinge i richiedenti asilo verso il Canada
Un’inchiesta approfondita pubblicata da *The Atlantic* il 21 settembre 2026 racconta di un nuovo corridoio migratorio: haitiani senza documenti negli Stati Uniti percorrono quasi 900 miglia per attraversare strade secondarie in Quebec, dopo che l’amministrazione Trump ha terminato lo Status di Protezione Temporanea (TPS) e intensificato i controlli ICE. Il Canada ha chiuso il valico non ufficiale di Roxham Road nel 2023 e ha approvato una legge che esclude la maggior parte degli ingressi irregolari, ma i migranti—spesso guidati da autisti pagati—continuano a testare tratti remoti dei 5.525 miglia di confine settentrionale. Le autorità canadesi hanno respinto 133 richiedenti asilo ai valichi ufficiali ad agosto, il numero mensile più alto dell’anno, e la RCMP segnala un aumento delle intercettazioni nelle zone boschive tra New York e Quebec. Secondo l’Accordo sul Paese Terzo Sicuro, chi viene fermato entro 14 giorni dall’ingresso può essere rimandato sotto custodia statunitense, ma gli attivisti evidenziano una falla che permette a chi sfugge al controllo per due settimane di presentare domanda di asilo all’interno del paese e ottenere infine permessi di lavoro. Dal punto di vista politico, l’aumento mette il Canada in una posizione difficile: Ottawa si allinea pubblicamente con Washington sulle misure di controllo, ma esita a rimandare gli haitiani in un paese considerato pericoloso. Il risultato è una risposta frammentata—respingimenti rapidi ai valichi ufficiali, ma permessi umanitari per chi riesce a rimanere inosservato. Questa dinamica sta già mettendo sotto pressione i centri di accoglienza a Montreal e rilancia le richieste di una cooperazione trilaterale alle frontiere che includa Haiti. Per i datori di lavoro canadesi, soprattutto nella cintura manifatturiera del Quebec, l’arrivo di migranti potrebbe significare una forza lavoro francofona più ampia, ma con tempistiche di immigrazione incerte. I team HR devono essere cauti: assumere richiedenti asilo comporta rischi di conformità se l’autorizzazione al lavoro è ancora in sospeso. Nel frattempo, i responsabili della gestione dei rischi di viaggio dovrebbero segnalare il nord di New York e l’est dell’Ontario come nuove aree critiche per attraversamenti irregolari, che possono causare controlli casuali dei veicoli e ritardi sulle strade secondarie. L’articolo evidenzia una tendenza più ampia: shock politici esterni—negli USA o all’estero—possono rapidamente deviare i flussi migratori verso il Canada, mettendo alla prova la capacità delle sue infrastrutture di confine e del sistema di accoglienza. Gli stakeholder della mobilità devono monitorare questi fattori geopolitici per anticipare impatti su forza lavoro e operazioni.
Fonte: The Atlantic

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