1. Notizie sulla Mobilità Globale
  2. /
  3. Austria
  4. /
  5. I dati rivelano un aumento delle espulsioni di migranti intra-UE dall’Austria

I dati rivelano un aumento delle espulsioni di migranti intra-UE dall’Austria

set 26, 2026
·
I dati rivelano un aumento delle espulsioni di migranti intra-UE dall’Austria
Nuove statistiche pubblicate il 25 settembre dall'Ufficio Federale Austriaco per l'Immigrazione e l'Asilo (BFA) evidenziano un netto aumento delle espulsioni di cittadini UE che non rispettano le condizioni di soggiorno. Nel primo semestre del 2026, l’Austria ha rimpatriato 3.462 persone, con un incremento del 22% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con slovacchi, ungheresi e rumeni in cima alla lista. I dati, riportati inizialmente da The Local e confermati dal Ministero dell’Interno, sottolineano l’inasprimento della linea di Vienna contro il cosiddetto “turismo dei benefici” e le violazioni dell’ordine pubblico.

Su tutte le espulsioni, 1.078 riguardano cittadini slovacchi e 718 ungheresi, rappresentando oltre la metà dei rimpatriati UE. Le autorità precisano che l’espulsione è l’ultima misura adottata, solo dopo che un ordine di allontanamento (Ausweisung) diventa esecutivo o in caso di violazione di un divieto di soggiorno (Aufenthaltsverbot). Tuttavia, gruppi della società civile sostengono che molti dei soggetti coinvolti fossero lavoratori a basso reddito o in cerca di occupazione, penalizzati più per questioni burocratiche che per reali rischi per la sicurezza.

Secondo la normativa UE sulla libera circolazione, i cittadini possono soggiornare in un altro Stato membro per più di tre mesi solo se sono occupati, lavoratori autonomi, studenti o dispongono di risorse sufficienti e assicurazione sanitaria. L’Austria ha inasprito i requisiti lo scorso anno, richiedendo prova di un’assicurazione completa e di un “impiego genuino” con un minimo di ore lavorative. I critici accusano il BFA di un’interpretazione rigida, con ordini di partenza anche per lavoratori stagionali che non rispettano scadenze per le buste paga o con contratti scaduti.

Per i datori di lavoro il messaggio è chiaro: garantire che i lavoratori UE assegnati a progetti a lungo termine mantengano certificati di registrazione validi (Anmeldebescheinigung) e che i documenti HR siano prontamente disponibili. I responsabili della mobilità devono inoltre informare i lavoratori sulle conseguenze di condanne penali minori, che possono innescare procedure di divieto di soggiorno anche per residenti UE di lunga data.

Le aziende nelle zone di confine, inclusi i poli logistici in Bassa Austria e Burgenland, sono sottoposte a controlli più rigorosi, con la polizia che effettua ispezioni nei cantieri durante operazioni congiunte con le autorità doganali. Il dibattito politico resta acceso: il Ministro dell’Interno Gerhard Karner ha difeso la politica, sottolineando che quasi la metà degli espulsi ha precedenti penali. I Verdi all’opposizione chiedono un garante per rivedere i casi di espulsione e un migliore supporto legale per aiutare i cittadini UE a presentare ricorso.

Nel frattempo, Bruxelles monitora la conformità delle pratiche austriache ai criteri di proporzionalità previsti dalla Direttiva 2004/38/CE. Un’eventuale procedura d’infrazione potrebbe complicare il tentativo dell’Austria di ripristinare la piena libertà di circolazione Schengen alle sue frontiere terrestri nel 2027.
Fonte: The Local Austria

Come VisaHQ può aiutarti

VisaHQ semplifica il processo di richiesta del visto per privati e aziende. Controlla i requisiti di viaggio attuali, prepara i documenti richiesti e gestisci la tua domanda online attraverso il portale VisaHQ Austria.

Team Visti e Immigrazione @ VisaHQ

Il team di esperti in visti e immigrazione di VisaHQ aiuta individui e aziende a orientarsi nei requisiti globali per viaggi, lavoro e residenza. Ci occupiamo della preparazione dei documenti, della presentazione delle domande, del coordinamento con le agenzie governative e di ogni aspetto necessario per garantire approvazioni rapide, conformi e senza stress.

Politica editoriale
×