
Una nuova sentenza della Corte Federale, Punjwani contro Canada (Cittadinanza e Immigrazione), 2026 FC 1033, ha fornito indicazioni molto attese su come gli ufficiali dell’immigrazione devono valutare le start-up tecnologiche che richiedono la residenza permanente tramite il programma Start-Up Visa (SUV) canadese. In un articolo per Law360 Canada del 25 settembre, l’avvocato specializzato in immigrazione Vahid Yeganeh spiega che la corte ha rimproverato gli ufficiali per aver confuso due test legali distinti: i criteri per l’azienda qualificante previsti dalla sezione 98.06 del Regolamento sull’Immigrazione e la Protezione dei Rifugiati e il test anti-“transazione artificiale” ai sensi del paragrafo 89(b). Nel caso Punjwani, un richiedente supportato da un gruppo di angel investor approvato è stato respinto perché l’ufficiale ha ritenuto che l’impresa mancasse di “sostanza”. La corte ha stabilito che la verifica se un’azienda soddisfa la definizione di impresa qualificante (ad esempio, essere incorporata e avere operazioni essenziali in Canada) è un’indagine distinta rispetto a quella che valuta se l’accordo sia una finzione creata esclusivamente per scopi migratori. La mancata separazione di queste analisi, ha affermato il giudice Fothergill, costituisce un errore soggetto a revisione. Praticamente, la sentenza alza l’asticella per gli ufficiali IRCC nel giustificare i rifiuti: ora devono specificare quale test il richiedente non supera e perché. Per start-up e partner di venture capital, questa chiarezza è benvenuta. Riduce il rischio di rifiuti arbitrari e dovrebbe accelerare le decisioni restringendo le prove da considerare. Gli avvocati consigliano ai richiedenti di organizzare la documentazione in modo mirato: un fascicolo che dimostri la presenza operativa in Canada e un altro che attesti l’intento commerciale genuino. Il caso sottolinea anche l’importanza di una rigorosa due diligence da parte di incubatori e investitori. I critici del programma hanno da tempo sostenuto che standard di selezione incoerenti favorivano entità “pay-to-stay” che vendevano lettere di supporto senza garantire modelli di business sostenibili. Rafforzando la distinzione tra la validità commerciale e l’abuso migratorio, la corte fornisce ai decisori politici argomenti per intensificare il controllo sulle organizzazioni designate, invece di imporre restrizioni più ampie agli imprenditori autentici. Con la competizione globale per i fondatori tecnologici in crescita — in particolare con la via Innovator Founder del Regno Unito e il programma Entrepreneur in Australia — questa decisione aiuterà il Canada a preservare l’attrattiva del programma SUV, scoraggiandone al contempo l’uso improprio. I responsabili della mobilità che supportano trasferimenti imprenditoriali dovrebbero aggiornare le checklist per riflettere l’approccio a doppio test e preparare i clienti a un controllo più mirato ma, probabilmente, più equo.
Fonte: Law360 Canada