
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha inserito nell’agenda della conferenza del 28 settembre una petizione dell’amministrazione Trump che mira a rilanciare gli sforzi per revocare lo Status di Protezione Temporanea (TPS) per circa 400.000 venezuelani. Il caso contesta una sentenza del Nono Circuito secondo cui l’ex segretaria del DHS Kristi Noem avrebbe superato i suoi poteri nel 2025 tentando di annullare una precedente estensione del TPS fino al 2 ottobre 2026. In gioco c’è la possibilità che i titolari del TPS venezuelano mantengano l’autorizzazione al lavoro e la protezione dall’espulsione dopo tale data. Gli attivisti per l’immigrazione sottolineano che molti beneficiari hanno già rinnovato patenti di guida, mutui e contratti di lavoro basandosi sulla validità fino al 2026, e una cessazione improvvisa causerebbe caos nel mercato del lavoro, soprattutto in Florida e Texas, dove ampie comunità venezuelane sostengono settori come l’ospitalità e la sanità. Il governo sostiene che le designazioni TPS sono discrezionali e che i tribunali non hanno giurisdizione. I ricorrenti replicano che, una volta estesa una designazione dal DHS, la legge non consente di ridurla retroattivamente. Se quattro giudici voteranno per concedere il ricorso, l’udienza orale potrebbe tenersi già a gennaio 2027; in caso contrario, resta valida la decisione del Nono Circuito e l’estensione fino a ottobre 2026. Per i datori di lavoro, l’incertezza complica la conformità a I-9 ed E-Verify. I team HR dovrebbero continuare ad accettare i documenti di autorizzazione al lavoro (EAD) legati al TPS validi fino al 2 ottobre 2026, preparandosi però a possibili estensioni automatiche o indicazioni per la fase di conclusione. Le aziende con un’ampia forza lavoro venezuelana potrebbero valutare strategie alternative di visto (come L-1, E-2 o autorizzazioni di lavoro in attesa di asilo) per i talenti chiave. Qualunque sia la decisione della Corte, questo episodio evidenzia come la discrezionalità esecutiva sui programmi umanitari possa generare rischi imprevedibili per la pianificazione delle risorse umane.
Fonte: La Nación (Argentina)
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