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L'Irlanda ha rilasciato quasi 2.000 permessi di lavoro nei primi nove mesi del 2026 nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca.

ott 10, 2026
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L'Irlanda ha rilasciato quasi 2.000 permessi di lavoro nei primi nove mesi del 2026 nei settori dell'agricoltura, della silvicoltura e della pesca.
Nuovi dati pubblicati dal Dipartimento per l’Impresa, il Commercio e l’Occupazione (DETE) rivelano che tra il 1° gennaio e il 30 settembre 2026 sono stati approvati 1.959 permessi di lavoro per il settore agricolo, forestale e della pesca in Irlanda. L’ultimo bollettino mensile conferma che solo a settembre sono stati concessi 212 permessi, dopo i 193 di agosto, i 203 di luglio e i 230 di giugno. Questo flusso costante di permessi evidenzia quanto il settore agroalimentare dipenda ormai dalla manodopera extra-UE, in un momento di acute carenze di competenze e personale nelle aree rurali irlandesi. In particolare, i trasformatori di carne e le aziende lattiero-casearie faticano ad attrarre lavoratori irlandesi ed europei per ruoli fisicamente impegnativi e su turni. Per questo motivo, politici di collegi agricoli, tra cui la deputata di Carlow–Kilkenny Catherine Callaghan, hanno intensificato la pressione sul Governo affinché allenti le restrizioni sulle quote ancora in vigore per alcune professioni, come gli operatori nella lavorazione della carne. Rispondendo a interrogazioni parlamentari, il Ministro di Stato Alan Dillon ha sottolineato che il DETE mantiene una revisione regolare delle liste delle professioni. L’ultima revisione, conclusa a maggio, ha aggiunto nove nuove figure professionali ammissibili al Permesso Generale di Lavoro (GEP) e ha assegnato una quota straordinaria di 1.000 permessi aggiuntivi per i trasformatori di carne. Il ministro ha dichiarato che i suoi uffici restano aperti a ulteriori proposte basate su dati concreti per aumenti futuri, ma ha avvertito che la politica migratoria economica deve bilanciare le esigenze delle imprese con la tutela dei lavoratori nazionali e considerazioni sociali più ampie. Per i datori di lavoro, i numeri offrono indicazioni utili sui tempi di elaborazione e sull’utilizzo delle quote: circa il 73% della quota di 1.370 posti per operatori nella lavorazione della carne è già stato utilizzato; le aziende che prevedono di assumere dall’estero per il picco pre-natalizio devono quindi agire rapidamente. Gli analisti evidenziano inoltre che i ruoli nel settore agroalimentare rappresentano poco più del 10% dei 18.900 permessi totali rilasciati finora quest’anno nell’economia irlandese, a dimostrazione della forte competizione per le risorse del DETE. Dal punto di vista della conformità, le aziende devono ancora rispettare la regola 50:50 (almeno metà della forza lavoro deve essere composta da cittadini EEA/UK/Svizzera) e soddisfare le soglie salariali specifiche del settore. Con il prossimo aumento previsto della retribuzione minima annua a marzo 2027, i team HR dovrebbero già pianificare budget più elevati per i rinnovi dei permessi nel 2027 e 2028.
Fonte: Agriland

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