
In BNE24 contro Ministero per l'Immigrazione e la Cittadinanza, pronunciata il 20 ottobre, il Tribunale Federale ha respinto il ricorso contro il rifiuto di un visto di protezione, ritenendo assente un errore di giurisdizione nella valutazione negativa della credibilità da parte del Tribunale Amministrativo d’Appello. Il giudice Colvin ha stabilito che la logica del Tribunale non era irragionevole semplicemente perché metteva in dubbio la versione del richiedente riguardo alle persecuzioni nelle Fiji. L’appellante, che si rappresentava da solo, aveva sostenuto che il Tribunale non avesse considerato gli “ostacoli al trasferimento” secondo la Direttiva Ministeriale 110, ma il Tribunale ha invece valutato adeguatamente le prove sul rischio paese. Sebbene la sentenza non introduca nuovi principi giuridici, gli avvocati specializzati in migrazione sottolineano che essa conferma l’alto livello richiesto per la revisione giudiziaria e l’importanza di evidenziare errori di diritto, non semplicemente di fatto. I datori di lavoro che sponsorizzano personale con visti temporanei dovrebbero considerare che un rigetto della domanda di protezione può comportare l’espulsione entro 28 giorni, compromettendo la continuità lavorativa. La decisione evidenzia inoltre l’attenzione del governo a garantire l’integrità del programma di protezione, un tema destinato a emergere nel prossimo white paper sulla strategia migratoria.