
Le aziende indiane che intendono inviare dirigenti negli Stati Uniti per brevi viaggi di lavoro devono pianificare con quasi un anno di anticipo. Il tracker globale dei tempi di attesa per i visti del Dipartimento di Stato USA, aggiornato il 21 ottobre, indica che la prima data disponibile per un colloquio B1/B2 (business/turistico) a Mumbai è a ottobre 2027, mentre Hyderabad offre una disponibilità leggermente migliore, a metà agosto 2027. Nuova Delhi e Kolkata si attestano su tempi di attesa di circa nove-dieci mesi, mentre le categorie di visti lavorativi come H-1B e L-1 hanno una media di 6-7 mesi. Questo arretrato è l’eredità delle chiusure durante la pandemia, aggravata dalla crescente domanda repressa dei viaggiatori indiani e dalla carenza di funzionari consolari esperti. Sebbene Washington abbia inviato personale temporaneo e aperto turni di colloqui il sabato all’inizio di quest’anno, queste misure hanno solo stabilizzato, senza ridurre, la coda di attesa. I colloqui per studenti (F-1) restano relativamente fluidi grazie a blocchi di appuntamenti dedicati garantiti dal Dipartimento di Stato. Per le aziende, la situazione è critica: i team commerciali rischiano di perdere contratti se non possono programmare visite ai clienti, e le società tecnologiche affrontano costi maggiori indirizzando i viaggiatori verso sedi in paesi terzi che consentono il rinnovo tramite drop-box. Gli esperti di immigrazione consigliano ai responsabili della mobilità globale di presentare le richieste di rinnovo senza colloquio almeno sei mesi prima della scadenza del visto e di prevedere budget di emergenza per viaggi regionali a Singapore o Bangkok, dove gli appuntamenti in paesi terzi sono ancora possibili. Un sollievo a lungo termine dipenderà dal programma pluriennale Consular Fellows del Dipartimento di Stato e dal progetto pilota per colloqui video a distanza. Fino ad allora, gli esperti suggeriscono alle aziende indiane di sfruttare, dove possibile, cittadinanze idonee per l’ESTA tra i propri dipendenti o di spostare gli incontri in Europa e nel Golfo per mantenere i progetti nei tempi previsti.
Fonte: The Economic Times
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