
Parlando con gli analisti il 3 novembre 2025, l’amministratore delegato del Gruppo Lufthansa, Carsten Spohr, ha espresso un giudizio netto: tasse e oneri in Germania sono raddoppiati dal 2019, costringendo la più grande compagnia aerea europea a ridurre i voli domestici settimanali da 2.000 a circa 1.000. Il traffico interno rappresenta ora appena il 2% dei ricavi del gruppo; gli aerei liberati da rotte come Brema-Monaco e Hannover-Francoforte vengono riallocati su tratte a lungo raggio, dove i margini sono più sostenibili.
Spohr ha accusato sia il governo federale sia la Commissione Europea di “eccesso regolatorio”, citando l’aumento previsto per il 2026 delle tariffe di sicurezza aerea e del controllo del traffico aereo, oltre all’ampliamento del sistema europeo di scambio delle emissioni. Ha avvertito che i campioni dell’export tedesco potrebbero perdere collegamenti vitali nello stesso giorno con fabbriche e clienti, minando la spina dorsale dell’economia del Mittelstand.
I responsabili della mobilità devono affrontare conseguenze immediate: i dipendenti che viaggiano tra città regionali tedesche potrebbero dover passare a treni, auto o itinerari con scali a Francoforte o Monaco, aumentando tempi e costi. Aeroporti come Dresda e Saarbrücken, già alle prese con perdite di traffico, temono ulteriori riduzioni dei loro servizi.
L’Associazione tedesca dell’aviazione (BDL) ha fatto eco alle preoccupazioni di Spohr, stimando costi politici cumulativi di 1,5 miliardi di euro all’anno. Il ministero dei trasporti ha replicato che le compagnie aeree hanno ricevuto miliardi di aiuti durante la pandemia e devono contribuire agli obiettivi climatici. Il dibattito è destinato a proseguire; Spohr ha lasciato intendere che Lufthansa potrebbe spostare gli investimenti futuri nella flotta se la Germania non “ripristinerà la neutralità competitiva”.
Spohr ha accusato sia il governo federale sia la Commissione Europea di “eccesso regolatorio”, citando l’aumento previsto per il 2026 delle tariffe di sicurezza aerea e del controllo del traffico aereo, oltre all’ampliamento del sistema europeo di scambio delle emissioni. Ha avvertito che i campioni dell’export tedesco potrebbero perdere collegamenti vitali nello stesso giorno con fabbriche e clienti, minando la spina dorsale dell’economia del Mittelstand.
I responsabili della mobilità devono affrontare conseguenze immediate: i dipendenti che viaggiano tra città regionali tedesche potrebbero dover passare a treni, auto o itinerari con scali a Francoforte o Monaco, aumentando tempi e costi. Aeroporti come Dresda e Saarbrücken, già alle prese con perdite di traffico, temono ulteriori riduzioni dei loro servizi.
L’Associazione tedesca dell’aviazione (BDL) ha fatto eco alle preoccupazioni di Spohr, stimando costi politici cumulativi di 1,5 miliardi di euro all’anno. Il ministero dei trasporti ha replicato che le compagnie aeree hanno ricevuto miliardi di aiuti durante la pandemia e devono contribuire agli obiettivi climatici. Il dibattito è destinato a proseguire; Spohr ha lasciato intendere che Lufthansa potrebbe spostare gli investimenti futuri nella flotta se la Germania non “ripristinerà la neutralità competitiva”.
Fonte: Aviation.Direct