
La Polonia ha confermato che l'accordo bilaterale del 1991 che permetteva ai cittadini statunitensi di soggiornare in Polonia per più di 90 giorni senza permesso di soggiorno non è più valido. La modifica, annunciata il 3 novembre 2025 da operatori del settore sulla base di indicazioni scritte della Guardia di Frontiera polacca, allinea la pratica nazionale al nuovo Sistema di Entrata/Uscita (EES) dell’UE, operativo dal 12 ottobre 2025.
Contesto: Quando la Polonia è entrata nell’area Schengen nel 2007, ha mantenuto in vigore alcuni accordi bilaterali pre-Schengen che consentivano agli americani (e a poche altre nazionalità) di soggiornare oltre il limite di 90 giorni su 180, a condizione di non visitare altri Stati Schengen. Queste eccezioni erano tollerate ma mai pienamente armonizzate con la normativa UE. L’introduzione dell’EES — un database automatizzato che registra l’ingresso biometrico di ogni cittadino di paesi terzi e calcola i giorni residui — ha eliminato ogni margine di deroga. L’articolo 6(1) del Codice delle Frontiere Schengen si applica ora uniformemente e le clausole bilaterali in contrasto sono state “effettivamente terminate”, hanno dichiarato le autorità polacche.
Implicazioni principali:
• I cittadini USA presenti in Polonia dal 12 ottobre 2025 devono conteggiare tutti i giorni trascorsi in qualsiasi Stato Schengen nel limite dei 90 giorni e devono lasciare il territorio o ottenere un permesso di soggiorno prima di superare tale limite.
• Il “contatore” dei 90 giorni si è azzerato il 12 ottobre, offrendo un margine temporale ma nessuna estensione speciale.
• I datori di lavoro che trasferiscono personale in Polonia per incarichi superiori a tre mesi devono ottenere preventivamente visti nazionali o permessi di soggiorno temporanei.
• I dati EES in tempo reale renderanno immediatamente visibili i soggiorni oltre il limite alle guardie di frontiera, con possibili sanzioni, divieti di ingresso o segnalazioni a livello Schengen.
Impatto per le imprese: Le aziende americane con hub regionali a Varsavia, Cracovia o Breslavia dovranno rivedere le politiche di mobilità interna. I pendolari a breve termine che prima si affidavano alla deroga bilaterale dovranno ora monitorare con precisione i giorni di viaggio o optare per il permesso UE di Trasferimento Intra-impresa (ICT) o per permessi di lavoro e soggiorno locali. I responsabili della mobilità globale dovranno aggiornare lettere di incarico, strumenti di pianificazione e comunicazioni ai dipendenti per riflettere la fine della “tolleranza” esclusiva per la Polonia.
Consigli pratici:
• Utilizzare il calcolatore ufficiale UE per soggiorni brevi o software di mobilità integrati con i dati EES per monitorare i giorni residui.
• I dipendenti che superano involontariamente i 90 giorni dovrebbero richiedere un permesso di soggiorno temporaneo dall’interno della Polonia prima che il superamento venga rilevato all’uscita.
• I viaggiatori frequenti possono considerare la futura app UE Entry/Exit, prevista per il 2026, che invierà avvisi in tempo reale.
• I team HR dovrebbero coordinarsi tempestivamente con i consolati polacchi, poiché gli appuntamenti per i visti nazionali di tipo D sono già prenotati con sei settimane di anticipo.
Prospettive future: Altri Stati Schengen che ancora riconoscono accordi bilaterali storici (ad esempio Francia-USA) sono attesi a seguire l’esempio della Polonia una volta che l’EES evidenzierà le discrepanze. Le multinazionali devono prepararsi a un regime pienamente armonizzato dei 90/180 giorni in tutta l’area Schengen entro metà 2026.
Contesto: Quando la Polonia è entrata nell’area Schengen nel 2007, ha mantenuto in vigore alcuni accordi bilaterali pre-Schengen che consentivano agli americani (e a poche altre nazionalità) di soggiornare oltre il limite di 90 giorni su 180, a condizione di non visitare altri Stati Schengen. Queste eccezioni erano tollerate ma mai pienamente armonizzate con la normativa UE. L’introduzione dell’EES — un database automatizzato che registra l’ingresso biometrico di ogni cittadino di paesi terzi e calcola i giorni residui — ha eliminato ogni margine di deroga. L’articolo 6(1) del Codice delle Frontiere Schengen si applica ora uniformemente e le clausole bilaterali in contrasto sono state “effettivamente terminate”, hanno dichiarato le autorità polacche.
Implicazioni principali:
• I cittadini USA presenti in Polonia dal 12 ottobre 2025 devono conteggiare tutti i giorni trascorsi in qualsiasi Stato Schengen nel limite dei 90 giorni e devono lasciare il territorio o ottenere un permesso di soggiorno prima di superare tale limite.
• Il “contatore” dei 90 giorni si è azzerato il 12 ottobre, offrendo un margine temporale ma nessuna estensione speciale.
• I datori di lavoro che trasferiscono personale in Polonia per incarichi superiori a tre mesi devono ottenere preventivamente visti nazionali o permessi di soggiorno temporanei.
• I dati EES in tempo reale renderanno immediatamente visibili i soggiorni oltre il limite alle guardie di frontiera, con possibili sanzioni, divieti di ingresso o segnalazioni a livello Schengen.
Impatto per le imprese: Le aziende americane con hub regionali a Varsavia, Cracovia o Breslavia dovranno rivedere le politiche di mobilità interna. I pendolari a breve termine che prima si affidavano alla deroga bilaterale dovranno ora monitorare con precisione i giorni di viaggio o optare per il permesso UE di Trasferimento Intra-impresa (ICT) o per permessi di lavoro e soggiorno locali. I responsabili della mobilità globale dovranno aggiornare lettere di incarico, strumenti di pianificazione e comunicazioni ai dipendenti per riflettere la fine della “tolleranza” esclusiva per la Polonia.
Consigli pratici:
• Utilizzare il calcolatore ufficiale UE per soggiorni brevi o software di mobilità integrati con i dati EES per monitorare i giorni residui.
• I dipendenti che superano involontariamente i 90 giorni dovrebbero richiedere un permesso di soggiorno temporaneo dall’interno della Polonia prima che il superamento venga rilevato all’uscita.
• I viaggiatori frequenti possono considerare la futura app UE Entry/Exit, prevista per il 2026, che invierà avvisi in tempo reale.
• I team HR dovrebbero coordinarsi tempestivamente con i consolati polacchi, poiché gli appuntamenti per i visti nazionali di tipo D sono già prenotati con sei settimane di anticipo.
Prospettive future: Altri Stati Schengen che ancora riconoscono accordi bilaterali storici (ad esempio Francia-USA) sono attesi a seguire l’esempio della Polonia una volta che l’EES evidenzierà le discrepanze. Le multinazionali devono prepararsi a un regime pienamente armonizzato dei 90/180 giorni in tutta l’area Schengen entro metà 2026.
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