
Alle 07:00 GMT del 14 novembre, i medici junior inglesi hanno iniziato uno sciopero di cinque giorni, la loro azione più lunga da quando il governo laburista è entrato in carica, dopo il fallimento delle trattative salariali. Sebbene si tratti principalmente di una controversia nel settore sanitario, lo sciopero ha importanti implicazioni per la mobilità: un medico junior su tre è entrato nel NHS dall’estero con visti Skilled Worker o Health and Care, e le interruzioni industriali possono influire sul rispetto dei turni richiesti dalle norme di sponsorizzazione.
La British Medical Association (BMA) afferma che il salario reale è diminuito del 29% dal 2008 e sostiene che l’accordo del 22% dello scorso anno fosse anticipato, lasciando la maggior parte dei livelli junior con un aumento di soli il 5,4% quest’anno. Il Dipartimento della Salute replica che ulteriori aumenti costerebbero 1 miliardo di sterline all’anno.
Secondo il primo bilancio di NHS England, gli ospedali hanno cancellato 97.000 visite ambulatoriali e 13.500 procedure programmate. Le strutture che si affidano ad agenzie di medici stranieri a contratto stanno pagando fino a 100 sterline l’ora, il doppio della tariffa massima, sollevando dubbi sul rapporto qualità-prezzo e sulla conformità alle norme di sponsorizzazione dei visti.
I medici stranieri che questa settimana devono sostenere esami post-laurea o appuntamenti biometrici potrebbero doverli riprogrammare d’urgenza, mettendo a rischio le estensioni dei visti. I team HR dovrebbero coordinarsi con Health Education England e il General Medical Council per documentare eventuali ritardi legati allo sciopero, preservando la difesa del ‘mantenimento dello status’ ai sensi del paragrafo 3.32 delle Regole sull’Immigrazione.
Lo sciopero evidenzia la dipendenza del NHS dal reclutamento internazionale: il 52% dei nuovi medici assunti lo scorso anno non erano cittadini britannici. Fino a quando la stabilità salariale non migliorerà, i datori di lavoro potrebbero dover prevedere incentivi maggiori o esplorare soluzioni di telemedicina per colmare le lacune nei turni.
La British Medical Association (BMA) afferma che il salario reale è diminuito del 29% dal 2008 e sostiene che l’accordo del 22% dello scorso anno fosse anticipato, lasciando la maggior parte dei livelli junior con un aumento di soli il 5,4% quest’anno. Il Dipartimento della Salute replica che ulteriori aumenti costerebbero 1 miliardo di sterline all’anno.
Secondo il primo bilancio di NHS England, gli ospedali hanno cancellato 97.000 visite ambulatoriali e 13.500 procedure programmate. Le strutture che si affidano ad agenzie di medici stranieri a contratto stanno pagando fino a 100 sterline l’ora, il doppio della tariffa massima, sollevando dubbi sul rapporto qualità-prezzo e sulla conformità alle norme di sponsorizzazione dei visti.
I medici stranieri che questa settimana devono sostenere esami post-laurea o appuntamenti biometrici potrebbero doverli riprogrammare d’urgenza, mettendo a rischio le estensioni dei visti. I team HR dovrebbero coordinarsi con Health Education England e il General Medical Council per documentare eventuali ritardi legati allo sciopero, preservando la difesa del ‘mantenimento dello status’ ai sensi del paragrafo 3.32 delle Regole sull’Immigrazione.
Lo sciopero evidenzia la dipendenza del NHS dal reclutamento internazionale: il 52% dei nuovi medici assunti lo scorso anno non erano cittadini britannici. Fino a quando la stabilità salariale non migliorerà, i datori di lavoro potrebbero dover prevedere incentivi maggiori o esplorare soluzioni di telemedicina per colmare le lacune nei turni.
Fonte: Reuters
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