
I datori di lavoro svizzeri dovranno rispettare gli stessi limiti numerici per l’assunzione di personale non appartenente all’UE nel 2026 come nell’anno in corso, dopo che il Consiglio federale ha deciso il 19 novembre di confermare le quote esistenti. La conferma è stata pubblicata il 21 novembre e accolta con favore dalla federazione nazionale dei datori di lavoro.
L’ordinanza riserva 4.500 permessi di soggiorno B e 4.000 permessi L a breve termine per professionisti altamente qualificati provenienti dai cosiddetti paesi terzi. Un contingente separato di 3.000 permessi L e 500 permessi B è destinato ai fornitori di servizi UE/AELE inviati in Svizzera per incarichi superiori a 120 giorni. I cittadini britannici mantengono la loro quota dedicata di 1.400 permessi L e 2.100 permessi B secondo l’Accordo sulla mobilità dei servizi.
Le statistiche federali mostrano che entro fine settembre 2025 è stato utilizzato solo il 52% della quota per i paesi terzi e il 38% di quella per i fornitori di servizi. Nonostante questa disponibilità residua, gli uffici migratori cantonali di Zurigo, Vaud e Zug segnalano che i datori di lavoro nei settori premium-tax e fintech tendono a esaurire rapidamente le assegnazioni locali all’inizio dell’anno. Si consiglia quindi alle aziende di presentare le domande non appena i contratti di lavoro sono firmati, soprattutto per le assunzioni del primo trimestre.
Per i team HR lo status quo garantisce prevedibilità: non sono necessari aggiustamenti urgenti alle politiche, e rimangono invariati i requisiti su soglie salariali, test del mercato del lavoro e documentazione. Il Consiglio federale ha inoltre anticipato che dal 2026 la presentazione digitale delle domande tramite il portale EasyGov diventerà obbligatoria per i grandi datori di lavoro, una misura che dovrebbe ridurre i tempi di elaborazione del 20%.
Le quote per il 2026 entreranno in vigore il 1° gennaio 2026; i posti non utilizzati nel 2025 non potranno essere trasferiti.
L’ordinanza riserva 4.500 permessi di soggiorno B e 4.000 permessi L a breve termine per professionisti altamente qualificati provenienti dai cosiddetti paesi terzi. Un contingente separato di 3.000 permessi L e 500 permessi B è destinato ai fornitori di servizi UE/AELE inviati in Svizzera per incarichi superiori a 120 giorni. I cittadini britannici mantengono la loro quota dedicata di 1.400 permessi L e 2.100 permessi B secondo l’Accordo sulla mobilità dei servizi.
Le statistiche federali mostrano che entro fine settembre 2025 è stato utilizzato solo il 52% della quota per i paesi terzi e il 38% di quella per i fornitori di servizi. Nonostante questa disponibilità residua, gli uffici migratori cantonali di Zurigo, Vaud e Zug segnalano che i datori di lavoro nei settori premium-tax e fintech tendono a esaurire rapidamente le assegnazioni locali all’inizio dell’anno. Si consiglia quindi alle aziende di presentare le domande non appena i contratti di lavoro sono firmati, soprattutto per le assunzioni del primo trimestre.
Per i team HR lo status quo garantisce prevedibilità: non sono necessari aggiustamenti urgenti alle politiche, e rimangono invariati i requisiti su soglie salariali, test del mercato del lavoro e documentazione. Il Consiglio federale ha inoltre anticipato che dal 2026 la presentazione digitale delle domande tramite il portale EasyGov diventerà obbligatoria per i grandi datori di lavoro, una misura che dovrebbe ridurre i tempi di elaborazione del 20%.
Le quote per il 2026 entreranno in vigore il 1° gennaio 2026; i posti non utilizzati nel 2025 non potranno essere trasferiti.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News
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