
Le principali federazioni sindacali belghe—FGTB-ABVV, CSC-ACV e CGSLB—annunciano uno sciopero coordinato di 72 ore, da mezzanotte di lunedì 24 novembre fino a mercoledì 26 novembre, che paralizzerà le reti ferroviarie, aeree e di trasporto urbano in tutto il paese. Sebbene l’azione industriale sia rivolta principalmente alle riforme pensionistiche e salariali interne, il suo impatto si farà sentire ben oltre i confini del Belgio, colpendo in particolare le aziende francesi e i pendolari che dipendono dai fitti collegamenti transfrontalieri.
L’operatore ferroviario belga SNCB garantirà solo un “servizio minimo”, mentre il gestore delle infrastrutture Infrabel avverte che anche le squadre di manutenzione incroceranno le braccia. Eurostar ha già segnalato che solo la metà dei treni Bruxelles-Parigi e un quinto dei servizi Bruxelles-Germania saranno operativi, con possibili ripercussioni anche sui collegamenti Londra-Parigi, che utilizzano lo stesso materiale rotabile.
All’aeroporto di Bruxelles-Zaventem, i sindacati che rappresentano gli addetti ai controlli di sicurezza e al handling a terra hanno presentato avvisi di sciopero, spingendo le compagnie aeree—tra cui Air France-KLM ed easyJet—a cancellare o consolidare preventivamente i voli. Gli autotrasportatori si troveranno a fronteggiare autostrade congestionate, mentre gli autisti di autobus del settore pubblico si uniranno ai picchetti, comprimendo i corridoi E19 e A1, fondamentali per il traffico merci tra Parigi e Anversa.
Le imprese francesi con filiali in Belgio o con dipendenti pendolari da Lille, Valenciennes o Maubeuge verso la Vallonia devono prepararsi a gravi disagi. I responsabili della mobilità consigliano il lavoro da remoto dove possibile e invitano i viaggiatori a prenotare camere d’albergo su entrambi i lati del confine, nel caso in cui pernottamenti dell’ultimo minuto diventino inevitabili. Le aziende con lavoratori distaccati che necessitano di formalità di residenza urgenti in Belgio dovranno prevedere ritardi negli appuntamenti una volta riaperti gli uffici.
Sul fronte finanziario, la società di consulenza sui rischi di viaggio TMG stima che ogni giorno perso sul corridoio Parigi-Bruxelles costi alle multinazionali circa 4 milioni di euro in affari rinviati e straordinari del personale. Lo sciopero riapre inoltre il dibattito sull’assenza di un servizio minimo europeo di “sorvolo aereo” durante gli scioperi nazionali, tema da tempo sostenuto dal vettore franco-irlandese Ryanair dopo ripetuti scioperi del controllo del traffico aereo francese.
Se le trattative dovessero fallire, i sindacati minacciano azioni a rotazione di 24 ore a dicembre. I team di mobilità francesi sono quindi invitati a mappare i progetti critici che dipendono da talenti basati in Belgio e a garantire percorsi alternativi via Lussemburgo o tramite i servizi diretti Thalys Parigi-Amsterdam, che bypassano Bruxelles.
L’operatore ferroviario belga SNCB garantirà solo un “servizio minimo”, mentre il gestore delle infrastrutture Infrabel avverte che anche le squadre di manutenzione incroceranno le braccia. Eurostar ha già segnalato che solo la metà dei treni Bruxelles-Parigi e un quinto dei servizi Bruxelles-Germania saranno operativi, con possibili ripercussioni anche sui collegamenti Londra-Parigi, che utilizzano lo stesso materiale rotabile.
All’aeroporto di Bruxelles-Zaventem, i sindacati che rappresentano gli addetti ai controlli di sicurezza e al handling a terra hanno presentato avvisi di sciopero, spingendo le compagnie aeree—tra cui Air France-KLM ed easyJet—a cancellare o consolidare preventivamente i voli. Gli autotrasportatori si troveranno a fronteggiare autostrade congestionate, mentre gli autisti di autobus del settore pubblico si uniranno ai picchetti, comprimendo i corridoi E19 e A1, fondamentali per il traffico merci tra Parigi e Anversa.
Le imprese francesi con filiali in Belgio o con dipendenti pendolari da Lille, Valenciennes o Maubeuge verso la Vallonia devono prepararsi a gravi disagi. I responsabili della mobilità consigliano il lavoro da remoto dove possibile e invitano i viaggiatori a prenotare camere d’albergo su entrambi i lati del confine, nel caso in cui pernottamenti dell’ultimo minuto diventino inevitabili. Le aziende con lavoratori distaccati che necessitano di formalità di residenza urgenti in Belgio dovranno prevedere ritardi negli appuntamenti una volta riaperti gli uffici.
Sul fronte finanziario, la società di consulenza sui rischi di viaggio TMG stima che ogni giorno perso sul corridoio Parigi-Bruxelles costi alle multinazionali circa 4 milioni di euro in affari rinviati e straordinari del personale. Lo sciopero riapre inoltre il dibattito sull’assenza di un servizio minimo europeo di “sorvolo aereo” durante gli scioperi nazionali, tema da tempo sostenuto dal vettore franco-irlandese Ryanair dopo ripetuti scioperi del controllo del traffico aereo francese.
Se le trattative dovessero fallire, i sindacati minacciano azioni a rotazione di 24 ore a dicembre. I team di mobilità francesi sono quindi invitati a mappare i progetti critici che dipendono da talenti basati in Belgio e a garantire percorsi alternativi via Lussemburgo o tramite i servizi diretti Thalys Parigi-Amsterdam, che bypassano Bruxelles.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News