
Un’indagine di Business Insider Polska, rilanciata il 24 novembre da VisaHQ, ha scosso i dipartimenti HR di tutto il paese: la riforma del 2025 della legge polacca sull’impiego degli stranieri è solo l’inizio. Da gennaio 2026, i datori di lavoro dovranno affrontare tre nuove sfide. Primo, la legge speciale che esenta oltre un milione di ucraini sfollati dalle quote di permessi di lavoro sta per scadere, con il rischio di reintrodurre i limiti annuali a meno che il parlamento non intervenga. Secondo, l’aumento del salario minimo legale farà automaticamente salire tutte le soglie salariali previste dalle normative sui permessi di lavoro e permessi unici. Terzo, una bozza di ordinanza introdurrà sanzioni rapide per le aziende che non notificano entro sette giorni alle autorità l’assenza di inizio lavoro da parte di un lavoratore straniero assunto.
La procedura elettronica, introdotta quest’anno, offre agli ispettori del lavoro una visibilità in tempo reale sui dati dei permessi, ma ha messo in luce discrepanze tra gli uffici dei voivodi. I consulenti legali avvertono che, una volta scaduta la tutela per gli ucraini, le aziende dovranno competere per un numero limitato di permessi, allungando i tempi di elaborazione e aumentando i costi di reclutamento. Le multinazionali stanno già pianificando audit di fine anno, mappando le categorie professionali dipendenti dal talento ucraino e formando il personale di front office sul portale elettronico aggiornato.
I consigli pratici includono la pianificazione di tempi più lunghi per il rinnovo dei permessi, l’aggiornamento delle previsioni sui costi per i lavoratori distaccati e la revisione delle indennità di trasferimento, visto che gli aumenti salariali potrebbero far rientrare gli espatriati in fasce fiscali più alte. Il mancato adeguamento potrebbe comportare multe fino a 50.000 PLN secondo le modifiche previste per giugno 2025. I datori di lavoro più piccoli, in particolare, dovranno affrontare una curva di apprendimento ripida per gestire il nuovo sistema digitale.
La pressione sulla conformità arriva in un momento di numeri record di lavoratori stranieri: secondo l’Ufficio per gli Stranieri, oltre 1,3 milioni di cittadini extra-UE possiedono permessi di soggiorno validi in Polonia, il 70% dei quali ucraini. Pur sostenendo la digitalizzazione, le associazioni di categoria chiedono al governo di chiarire le regole sulle quote prima del ciclo di pianificazione di fine anno e di pubblicare un’unica FAQ nazionale per ridurre le disparità tra le regioni.
La procedura elettronica, introdotta quest’anno, offre agli ispettori del lavoro una visibilità in tempo reale sui dati dei permessi, ma ha messo in luce discrepanze tra gli uffici dei voivodi. I consulenti legali avvertono che, una volta scaduta la tutela per gli ucraini, le aziende dovranno competere per un numero limitato di permessi, allungando i tempi di elaborazione e aumentando i costi di reclutamento. Le multinazionali stanno già pianificando audit di fine anno, mappando le categorie professionali dipendenti dal talento ucraino e formando il personale di front office sul portale elettronico aggiornato.
I consigli pratici includono la pianificazione di tempi più lunghi per il rinnovo dei permessi, l’aggiornamento delle previsioni sui costi per i lavoratori distaccati e la revisione delle indennità di trasferimento, visto che gli aumenti salariali potrebbero far rientrare gli espatriati in fasce fiscali più alte. Il mancato adeguamento potrebbe comportare multe fino a 50.000 PLN secondo le modifiche previste per giugno 2025. I datori di lavoro più piccoli, in particolare, dovranno affrontare una curva di apprendimento ripida per gestire il nuovo sistema digitale.
La pressione sulla conformità arriva in un momento di numeri record di lavoratori stranieri: secondo l’Ufficio per gli Stranieri, oltre 1,3 milioni di cittadini extra-UE possiedono permessi di soggiorno validi in Polonia, il 70% dei quali ucraini. Pur sostenendo la digitalizzazione, le associazioni di categoria chiedono al governo di chiarire le regole sulle quote prima del ciclo di pianificazione di fine anno e di pubblicare un’unica FAQ nazionale per ridurre le disparità tra le regioni.
Fonte: VisaHQ Global Mobility News