
L’accordo sul bilancio federale del Belgio, presentato il 28 novembre 2025, prevede un forte aumento della tassa di imbarco sui voli. Dal 1° gennaio 2027, ogni biglietto emesso per una partenza da un aeroporto belga sarà soggetto a una tassa fissa di 10 euro, rispetto agli attuali 5 euro per i voli medio-lunghi e 10 euro per i voli brevi sotto i 500 km.
Il governo sostiene che la tassa armonizzata semplificherà la gestione amministrativa e genererà 140 milioni di euro in più all’anno, destinati a finanziare il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e progetti per la transizione ecologica. La ministra delle Finanze, Gwendolyn Rutten, ha sottolineato che il settore aereo “deve contribuire equamente” agli sforzi climatici, evidenziando che il Belgio resta comunque sotto le tariffe da 12 a 20 euro applicate da Francia e Germania prima dei recenti tagli.
Le compagnie aeree, però, hanno reagito con indignazione. L’associazione Airlines for Europe (A4E) ha avvertito che l’aumento arriva solo quattro mesi dopo l’ultimo e sarà inevitabilmente trasferito ai passeggeri. Brussels Airlines stima un sovrapprezzo medio di 18 euro su un biglietto di andata e ritorno a lungo raggio, considerando IVA e commissioni di distribuzione. La low-cost Ryanair ha definito la misura un fattore che rende il Belgio “ancora meno competitivo” rispetto ad altri mercati UE, con possibili tagli di rotte negli aeroporti di Charleroi e Bruxelles Sud.
I responsabili dei viaggi aziendali stanno già rivedendo i budget 2026-2028. Un sondaggio dell’Associazione belga di Travel Management rivela che il 63% delle multinazionali prevede di ridurre i viaggi discrezionali o spostare gli incontri online se il prezzo finale del biglietto aumenterà oltre l’8%. Gli esperti di mobilità segnalano che la tassa viene riscossa al momento della vendita, quindi i viaggiatori in partenza dal Belgio che prenotano voli “surface sectors” da Parigi o Amsterdam potrebbero evitare la tassa, una scappatoia che il governo potrebbe cercare di chiudere.
Per ora, le aziende dovrebbero aggiornare le previsioni di spesa per i rientri a casa degli assegnati, i programmi di formazione e i rimpatri degli espatriati previsti dopo il 2026. I team di gestione delle politiche di viaggio sono inoltre invitati a comunicare tempestivamente la novità al personale per ridurre al minimo le controversie sulle richieste di rimborso.
Il governo sostiene che la tassa armonizzata semplificherà la gestione amministrativa e genererà 140 milioni di euro in più all’anno, destinati a finanziare il potenziamento delle infrastrutture ferroviarie e progetti per la transizione ecologica. La ministra delle Finanze, Gwendolyn Rutten, ha sottolineato che il settore aereo “deve contribuire equamente” agli sforzi climatici, evidenziando che il Belgio resta comunque sotto le tariffe da 12 a 20 euro applicate da Francia e Germania prima dei recenti tagli.
Le compagnie aeree, però, hanno reagito con indignazione. L’associazione Airlines for Europe (A4E) ha avvertito che l’aumento arriva solo quattro mesi dopo l’ultimo e sarà inevitabilmente trasferito ai passeggeri. Brussels Airlines stima un sovrapprezzo medio di 18 euro su un biglietto di andata e ritorno a lungo raggio, considerando IVA e commissioni di distribuzione. La low-cost Ryanair ha definito la misura un fattore che rende il Belgio “ancora meno competitivo” rispetto ad altri mercati UE, con possibili tagli di rotte negli aeroporti di Charleroi e Bruxelles Sud.
I responsabili dei viaggi aziendali stanno già rivedendo i budget 2026-2028. Un sondaggio dell’Associazione belga di Travel Management rivela che il 63% delle multinazionali prevede di ridurre i viaggi discrezionali o spostare gli incontri online se il prezzo finale del biglietto aumenterà oltre l’8%. Gli esperti di mobilità segnalano che la tassa viene riscossa al momento della vendita, quindi i viaggiatori in partenza dal Belgio che prenotano voli “surface sectors” da Parigi o Amsterdam potrebbero evitare la tassa, una scappatoia che il governo potrebbe cercare di chiudere.
Per ora, le aziende dovrebbero aggiornare le previsioni di spesa per i rientri a casa degli assegnati, i programmi di formazione e i rimpatri degli espatriati previsti dopo il 2026. I team di gestione delle politiche di viaggio sono inoltre invitati a comunicare tempestivamente la novità al personale per ridurre al minimo le controversie sulle richieste di rimborso.
Fonte: The Brussels Times
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