
Dopo negoziati maratona protrattisi fino alle prime ore del 24 novembre, la coalizione belga composta da cinque partiti ha approvato il bilancio 2026, che punta fortemente su nuove tasse sui consumi, inclusa una sovrattassa sui biglietti aerei, per colmare un ampio deficit pubblico. L’accordo pone fine a mesi di stallo fiscale, ma introduce nuove pressioni sui costi per i programmi di viaggio aziendali che utilizzano Bruxelles come hub regionale.
Secondo il Primo Ministro Bart De Wever, il pacchetto genererà 9,2 miliardi di euro entro il 2029 attraverso una combinazione di tagli alla spesa e imposte mirate. Le misure principali includono un aumento dell’IVA su servizi selezionati e una cosiddetta “contribuzione verde” sui biglietti aerei commerciali. Sebbene le fasce tariffarie precise saranno definite in un decreto secondario la prossima primavera, fonti della coalizione hanno anticipato ai media locali che i voli in classe economica sotto i 500 km saranno soggetti a una tassa di 10 euro, i voli medio-raggio a 25 euro e quelli intercontinentali a 40 euro.
Il Belgio applica già una tassa ambientale sui voli molto brevi, ma l’ampliamento della misura significa che praticamente ogni itinerario aziendale con scalo a Bruxelles o Charleroi diventerà più costoso. I responsabili dei viaggi stimano che la novità potrebbe aggiungere dai 300.000 ai 500.000 euro annui al budget aereo di una multinazionale di medie dimensioni con un portafoglio di 5.000 biglietti. Le compagnie aeree hanno avvertito che i costi aggiuntivi potrebbero spingere i passeggeri più sensibili al prezzo a scegliere aeroporti vicini come Lille, Eindhoven e Düsseldorf.
L’accordo di bilancio deve ancora essere approvato dal parlamento, dove l’opposizione nazionalista fiamminga Vlaams Belang ha criticato la tassa sui biglietti aerei definendola “anti-imprese”. Tuttavia, con tutti i partiti di governo ormai allineati, gli osservatori prevedono l’approvazione prima della pausa natalizia. Le aziende con dipendenti espatriati in Belgio dovrebbero quindi considerare costi di viaggio più elevati nei budget per le missioni del 2026 e rivedere le politiche di pendolarismo che prevedono voli nel weekend verso casa.
Oltre all’aviazione, il bilancio aumenta le accise sul gas naturale, introduce una tassa bancaria e abbandona l’ipotesi di un aumento generalizzato dell’IVA. Per i team di mobilità globale, il messaggio chiave è che il costo di spostare persone e merci in Belgio è destinato a crescere, spingendo alcune aziende a riconsiderare l’attrattività di Bruxelles come sede europea.
Secondo il Primo Ministro Bart De Wever, il pacchetto genererà 9,2 miliardi di euro entro il 2029 attraverso una combinazione di tagli alla spesa e imposte mirate. Le misure principali includono un aumento dell’IVA su servizi selezionati e una cosiddetta “contribuzione verde” sui biglietti aerei commerciali. Sebbene le fasce tariffarie precise saranno definite in un decreto secondario la prossima primavera, fonti della coalizione hanno anticipato ai media locali che i voli in classe economica sotto i 500 km saranno soggetti a una tassa di 10 euro, i voli medio-raggio a 25 euro e quelli intercontinentali a 40 euro.
Il Belgio applica già una tassa ambientale sui voli molto brevi, ma l’ampliamento della misura significa che praticamente ogni itinerario aziendale con scalo a Bruxelles o Charleroi diventerà più costoso. I responsabili dei viaggi stimano che la novità potrebbe aggiungere dai 300.000 ai 500.000 euro annui al budget aereo di una multinazionale di medie dimensioni con un portafoglio di 5.000 biglietti. Le compagnie aeree hanno avvertito che i costi aggiuntivi potrebbero spingere i passeggeri più sensibili al prezzo a scegliere aeroporti vicini come Lille, Eindhoven e Düsseldorf.
L’accordo di bilancio deve ancora essere approvato dal parlamento, dove l’opposizione nazionalista fiamminga Vlaams Belang ha criticato la tassa sui biglietti aerei definendola “anti-imprese”. Tuttavia, con tutti i partiti di governo ormai allineati, gli osservatori prevedono l’approvazione prima della pausa natalizia. Le aziende con dipendenti espatriati in Belgio dovrebbero quindi considerare costi di viaggio più elevati nei budget per le missioni del 2026 e rivedere le politiche di pendolarismo che prevedono voli nel weekend verso casa.
Oltre all’aviazione, il bilancio aumenta le accise sul gas naturale, introduce una tassa bancaria e abbandona l’ipotesi di un aumento generalizzato dell’IVA. Per i team di mobilità globale, il messaggio chiave è che il costo di spostare persone e merci in Belgio è destinato a crescere, spingendo alcune aziende a riconsiderare l’attrattività di Bruxelles come sede europea.
Fonte: Reuters