
Parallelamente alla revisione odierna dell’elenco delle dichiarazioni dei datori di lavoro, la Polonia ha introdotto nuove e significative tariffe e requisiti burocratici per tutte le organizzazioni che impiegano cittadini non appartenenti all’UE. Un pacchetto di tre ordinanze esecutive—pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale il 25 novembre e in vigore dal 1° dicembre—ha aumentato la tassa di presentazione per la dichiarazione standard del datore di lavoro da 100 a 400 PLN e la tariffa per il permesso di lavoro stagionale da 30 a 120 PLN. Le tariffe per i permessi di lavoro ora variano da 200 PLN per incarichi fino a tre mesi a 800 PLN per contratti di servizio all’estero, quadruplicando i costi precedenti.
Le ordinanze introducono inoltre liste di controllo documentali armonizzate. I datori di lavoro devono allegare certificati di conformità fiscale, prova dell’assenza di arretrati salariali e—novità di quest’anno—documentazione che attesti un alloggio adeguato se l’alloggio è incluso nell’offerta di lavoro. I datori di lavoro stagionali non possono più ottenere autorizzazioni multistagionali per cittadini georgiani, a seguito della rimozione della Georgia dalla lista dei paesi a procedura accelerata.
Gli uffici del lavoro locali hanno trascorso il fine settimana aggiornando i servizi elettronici e hanno avvertito di possibili rallentamenti nelle procedure mentre il personale verifica i documenti aggiuntivi. Il Powiatowy Urząd Pracy di Koszalin, ad esempio, ha invitato le aziende a “ricontrollare attentamente i fascicoli per evitare il rigetto immediato”, mentre gli uffici di Legnica e Otwock hanno pubblicato guide dettagliate per i team HR.
Per i datori di lavoro multinazionali, l’impatto economico è immediato: uno stabilimento produttivo che assume 50 saldatori thailandesi con contratti di 18 mesi dovrà ora pagare 20.000 PLN di tasse statali contro i 5.000 PLN precedenti. Le aziende con grandi contingenti di lavoratori ucraini o bielorussi stanno prevedendo costi di inserimento più elevati per il 2026 e stanno inasprendo le soglie di approvazione interna per i fornitori esterni di personale.
Il ministero del lavoro sostiene che le tariffe maggiorate finanzieranno una piattaforma completamente elettronica per i permessi, prevista per il prossimo anno, ma le associazioni imprenditoriali temono che le modifiche rendano la Polonia meno competitiva rispetto ai vicini Germania e Repubblica Ceca, entrambi con tariffe di permesso inferiori. I responsabili HR dovrebbero aggiornare le previsioni di spesa, rivedere i budget per il lavoro straniero e informare i team di acquisizione talenti sui nuovi standard più rigidi per evitare ritardi che potrebbero compromettere le tempistiche dei progetti.
Le ordinanze introducono inoltre liste di controllo documentali armonizzate. I datori di lavoro devono allegare certificati di conformità fiscale, prova dell’assenza di arretrati salariali e—novità di quest’anno—documentazione che attesti un alloggio adeguato se l’alloggio è incluso nell’offerta di lavoro. I datori di lavoro stagionali non possono più ottenere autorizzazioni multistagionali per cittadini georgiani, a seguito della rimozione della Georgia dalla lista dei paesi a procedura accelerata.
Gli uffici del lavoro locali hanno trascorso il fine settimana aggiornando i servizi elettronici e hanno avvertito di possibili rallentamenti nelle procedure mentre il personale verifica i documenti aggiuntivi. Il Powiatowy Urząd Pracy di Koszalin, ad esempio, ha invitato le aziende a “ricontrollare attentamente i fascicoli per evitare il rigetto immediato”, mentre gli uffici di Legnica e Otwock hanno pubblicato guide dettagliate per i team HR.
Per i datori di lavoro multinazionali, l’impatto economico è immediato: uno stabilimento produttivo che assume 50 saldatori thailandesi con contratti di 18 mesi dovrà ora pagare 20.000 PLN di tasse statali contro i 5.000 PLN precedenti. Le aziende con grandi contingenti di lavoratori ucraini o bielorussi stanno prevedendo costi di inserimento più elevati per il 2026 e stanno inasprendo le soglie di approvazione interna per i fornitori esterni di personale.
Il ministero del lavoro sostiene che le tariffe maggiorate finanzieranno una piattaforma completamente elettronica per i permessi, prevista per il prossimo anno, ma le associazioni imprenditoriali temono che le modifiche rendano la Polonia meno competitiva rispetto ai vicini Germania e Repubblica Ceca, entrambi con tariffe di permesso inferiori. I responsabili HR dovrebbero aggiornare le previsioni di spesa, rivedere i budget per il lavoro straniero e informare i team di acquisizione talenti sui nuovi standard più rigidi per evitare ritardi che potrebbero compromettere le tempistiche dei progetti.
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