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Italia Trasforma il Decreto-Legge 146/2025 in Legge, Estendendo le Quote Speciali per Badanti Straniere e Snellendo i Tempi per i Permessi di Lavoro

dic 5, 2025
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Italia Trasforma il Decreto-Legge 146/2025 in Legge, Estendendo le Quote Speciali per Badanti Straniere e Snellendo i Tempi per i Permessi di Lavoro
L'Italia ha formalmente convertito il Decreto-Legge 146/2025 nella Legge 179/2025, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale il 1° dicembre e segnalata dallo studio legale specializzato in immigrazione Mazzeschi il 4 dicembre. La conversione conferma un pacchetto di «disposizioni urgenti» che influenzeranno la mobilità aziendale e l’assunzione domestica per i prossimi tre anni.

Contesto e punti chiave – Il Decreto-Legge 146 è stato emanato il 3 ottobre in risposta alla crescente carenza di manodopera nei settori dell’assistenza agli anziani, dell’agricoltura e della logistica. Il testo finale approvato dal Parlamento mantiene la struttura di base, introducendo però diverse modifiche a favore delle imprese. La novità più rilevante è l’estensione fino al 2028 della quota annuale di 10.000 ingressi per cittadini extra-UE, che consente di superare i limiti ordinari del Decreto Flussi per l’assunzione di badanti conviventi di persone over 80 o con disabilità. I datori di lavoro potranno ora reclutare badanti durante tutto l’anno senza attendere il decreto annuale delle quote, a condizione che venga garantito il salario minimo previsto per il lavoro domestico e venga presentata una dichiarazione sull’alloggio.

Italia Trasforma il Decreto-Legge 146/2025 in Legge, Estendendo le Quote Speciali per Badanti Straniere e Snellendo i Tempi per i Permessi di Lavoro


Per le assunzioni ordinarie, la legge introduce un termine tassativo di 30 giorni per gli sportelli unici per l’immigrazione (SUI) per rilasciare il nulla osta al lavoro dopo la presentazione della domanda nominativa. Se il termine non viene rispettato, il permesso si considera tacitamente approvato, offrendo alle aziende maggiore certezza nella pianificazione. Il testo estende inoltre da sei a dodici mesi la validità dei permessi di soggiorno rilasciati a vittime di sfruttamento lavorativo o tratta, allineando l’Italia agli standard di tutela europei.

Un’ulteriore novità consente ai tirocinanti stranieri che completano percorsi formativi o professionali organizzati nei loro Paesi d’origine sotto sponsorizzazione italiana di richiedere un visto d’ingresso fino a 12 mesi (anziché 6) dopo la laurea. Università e multinazionali con accademie all’estero sottolineano che questa finestra più ampia faciliterà il reclutamento di talenti, evitando la perdita di candidati verso altri mercati UE.

Implicazioni pratiche – I responsabili della mobilità globale dovranno rivedere le previsioni di organico: i ruoli di badante non concorrono più per le quote ordinarie, liberando spazio per altri profili nelle quote Decreto Flussi 2026-2028. I team HR dovranno aggiornare gli accordi interni sui livelli di servizio: 30 giorni è ora il termine massimo per il rilascio del nulla osta, quindi eventuali ritardi dovranno essere segnalati tempestivamente. Infine, le aziende impegnate in programmi di responsabilità sociale d’impresa o di contrasto allo sfruttamento accoglieranno favorevolmente il permesso umanitario più lungo, che riduce la pressione per il rinnovo e facilita l’iscrizione a corsi di aggiornamento professionale.
Fonte: Mazzeschi Immigration Law / Gazzetta Ufficiale

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