
Uno sciopero generale di 24 ore, indetto dalla più grande confederazione sindacale italiana CGIL il 12 dicembre 2025, ha paralizzato gran parte delle infrastrutture di mobilità del Paese. I treni sono stati i più colpiti: l’operatore statale Trenitalia ha cancellato o riprogrammato centinaia di corse regionali e a lunga percorrenza, mentre il concorrente ad alta velocità Italo ha operato con un orario fortemente ridotto. Le autorità del trasporto urbano di Roma, Milano, Napoli e Torino hanno ridotto la frequenza di metropolitane e autobus, mentre l’ACTV di Venezia ha sospeso diverse linee di vaporetti, mantenendo solo un servizio minimo sulla linea traghetto 17 attraverso la laguna.
Lo sciopero è stato indetto per protestare contro la bozza della Legge di Bilancio 2026, che secondo i sindacati sottofinanzia sanità, istruzione e crescita salariale. Il segretario della CGIL, Maurizio Landini, ha dichiarato a una manifestazione di 30.000 persone a Firenze che “i salari bassi sono la vera emergenza dell’Italia”, accusando il governo di Giorgia Meloni di ignorare l’inflazione e il lavoro precario. I membri del governo hanno bollato l’azione come motivata politicamente, ma il Ministero dei Trasporti ha confermato che il personale di emergenza non era sufficiente a garantire un servizio regolare.
Per i gestori della mobilità, il tempismo – a due settimane dal picco natalizio – è stato problematico. Le aziende che spostavano team di progetto tra città italiane hanno dovuto riprenotare voli all’ultimo minuto o organizzare pullman, con costi maggiori e perdita di produttività. Gli operatori della catena di approvvigionamento hanno segnalato ritardi sulle linee ferroviarie merci che collegano i porti di Genova e Trieste all’Europa centrale, anche se il trasporto su gomma ha continuato con lievi rallentamenti sulle autostrade A1 e A14.
I viaggiatori hanno imparato alcune lezioni pratiche. Primo, l’Italia non prevede più una “fascia oraria garantita” per l’alta velocità durante gli scioperi nazionali, quindi anche i servizi premium possono essere cancellati completamente. Secondo, i biglietti elettronici emessi da Trenitalia e Italo restano validi per 48 ore sul primo servizio disponibile, ma la disponibilità dei posti non è garantita. Infine, ogni futuro avviso di sciopero dovrebbe attivare immediatamente promemoria per il possesso del passaporto per il personale transfrontaliero, poiché modifiche improvvise ai percorsi possono far transitare i viaggiatori attraverso Austria o Slovenia, dove i controlli d’identità sono temporaneamente in vigore.
La CGIL ha annunciato ulteriori azioni sindacali se la legge di bilancio non verrà modificata prima del voto finale del Senato, previsto per il 22 dicembre. I team della mobilità si trovano quindi di fronte alla concreta possibilità di ulteriori disagi nell’ultima settimana lavorativa dell’anno, proprio quando molti espatriati rientrano a casa o iniziano trasferimenti di fine anno.
Lo sciopero è stato indetto per protestare contro la bozza della Legge di Bilancio 2026, che secondo i sindacati sottofinanzia sanità, istruzione e crescita salariale. Il segretario della CGIL, Maurizio Landini, ha dichiarato a una manifestazione di 30.000 persone a Firenze che “i salari bassi sono la vera emergenza dell’Italia”, accusando il governo di Giorgia Meloni di ignorare l’inflazione e il lavoro precario. I membri del governo hanno bollato l’azione come motivata politicamente, ma il Ministero dei Trasporti ha confermato che il personale di emergenza non era sufficiente a garantire un servizio regolare.
Per i gestori della mobilità, il tempismo – a due settimane dal picco natalizio – è stato problematico. Le aziende che spostavano team di progetto tra città italiane hanno dovuto riprenotare voli all’ultimo minuto o organizzare pullman, con costi maggiori e perdita di produttività. Gli operatori della catena di approvvigionamento hanno segnalato ritardi sulle linee ferroviarie merci che collegano i porti di Genova e Trieste all’Europa centrale, anche se il trasporto su gomma ha continuato con lievi rallentamenti sulle autostrade A1 e A14.
I viaggiatori hanno imparato alcune lezioni pratiche. Primo, l’Italia non prevede più una “fascia oraria garantita” per l’alta velocità durante gli scioperi nazionali, quindi anche i servizi premium possono essere cancellati completamente. Secondo, i biglietti elettronici emessi da Trenitalia e Italo restano validi per 48 ore sul primo servizio disponibile, ma la disponibilità dei posti non è garantita. Infine, ogni futuro avviso di sciopero dovrebbe attivare immediatamente promemoria per il possesso del passaporto per il personale transfrontaliero, poiché modifiche improvvise ai percorsi possono far transitare i viaggiatori attraverso Austria o Slovenia, dove i controlli d’identità sono temporaneamente in vigore.
La CGIL ha annunciato ulteriori azioni sindacali se la legge di bilancio non verrà modificata prima del voto finale del Senato, previsto per il 22 dicembre. I team della mobilità si trovano quindi di fronte alla concreta possibilità di ulteriori disagi nell’ultima settimana lavorativa dell’anno, proprio quando molti espatriati rientrano a casa o iniziano trasferimenti di fine anno.
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