
Il consiglio comunale di Bruxelles ha confermato che, a partire dai primi mesi del 2026, sarà vietato circolare con biciclette e monopattini elettrici nella zona pedonale ‘Piétonnier’ di 18.000 m² tra le 11:00 e le 04:00. La decisione segue un esperimento durato un decennio che aveva permesso la convivenza di traffico misto in quella che è diventata una delle più grandi aree pedonali d’Europa. L’assessora alla mobilità Anaïs Maes ha spiegato che le segnalazioni di problemi di sicurezza per i pedoni, soprattutto anziani e famiglie, sono aumentate costantemente nonostante il limite di velocità di 6 km/h per i ciclisti.
Le associazioni per la sicurezza stradale e il ciclismo hanno duramente criticato la scelta, definendola “pericolosa e assurda”. In una lettera aperta, sostengono che la deviazione su tre strade proposta dal Comune costringe i ciclisti a percorrere corridoi molto trafficati da autobus e pullman, privi di piste ciclabili protette. Gli attivisti avvertono che bambini e corrieri rischieranno più incidenti e chiedono invece la realizzazione di una pista ciclabile separata all’interno della zona pedonale.
Per le aziende con programmi di bike-to-work o flotte di consegna dell’ultimo miglio, il divieto renderà più complessa la pianificazione dei percorsi nel centro storico di Bruxelles, molto denso. Le imprese potrebbero dover prevedere finestre di consegna più ampie o passare all’uso di cargo bike, autorizzate a circolare prima delle 11:00. Anche i gruppi turistici dovranno modificare gli itinerari, poiché i tour guidati in bici dovranno scendere o deviare fuori dalla zona.
Gli urbanisti europei osservano con attenzione. La capitale belga era stata considerata un modello di “shared space”, ma questa parziale retromarcia evidenzia le crescenti tensioni tra micro-mobilità e priorità pedonali. I dettagli finali dell’implementazione, comprese le sanzioni previste, saranno approvati dal consiglio comunale nel primo trimestre del 2026.
Le associazioni per la sicurezza stradale e il ciclismo hanno duramente criticato la scelta, definendola “pericolosa e assurda”. In una lettera aperta, sostengono che la deviazione su tre strade proposta dal Comune costringe i ciclisti a percorrere corridoi molto trafficati da autobus e pullman, privi di piste ciclabili protette. Gli attivisti avvertono che bambini e corrieri rischieranno più incidenti e chiedono invece la realizzazione di una pista ciclabile separata all’interno della zona pedonale.
Per le aziende con programmi di bike-to-work o flotte di consegna dell’ultimo miglio, il divieto renderà più complessa la pianificazione dei percorsi nel centro storico di Bruxelles, molto denso. Le imprese potrebbero dover prevedere finestre di consegna più ampie o passare all’uso di cargo bike, autorizzate a circolare prima delle 11:00. Anche i gruppi turistici dovranno modificare gli itinerari, poiché i tour guidati in bici dovranno scendere o deviare fuori dalla zona.
Gli urbanisti europei osservano con attenzione. La capitale belga era stata considerata un modello di “shared space”, ma questa parziale retromarcia evidenzia le crescenti tensioni tra micro-mobilità e priorità pedonali. I dettagli finali dell’implementazione, comprese le sanzioni previste, saranno approvati dal consiglio comunale nel primo trimestre del 2026.
Fonte: The Guardian
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