
Tutta Chandigarh è stata designata come zona aerea “rossa” vietata ai droni e ai veicoli aerei senza pilota (UAV) il 24 dicembre, su ordine del Magistrato Distrettuale Nishant Kumar Yadav. Citando recenti episodi terroristici che hanno coinvolto droni equipaggiati con ordigni esplosivi improvvisati, il magistrato ha invocato l’articolo 163 della nuova Bhartiya Nagrik Suraksha Sanhita, 2023, per vietare le operazioni civili di UAV dalle 00:00 alle 23:59 nel giorno previsto per il movimento di VVIP.
Gli operatori che violano l’ordine rischiano il sequestro delle attrezzature e procedimenti penali ai sensi del Codice Penale Indiano e dell’Aircraft Act. Sebbene la restrizione sia temporanea, essa sottolinea l’approccio sempre più proattivo dell’India sulla sicurezza dello spazio aereo a bassa quota, a seguito di molteplici incursioni di droni al confine con il Punjab quest’anno.
La misura colpisce principalmente gli hobbisti e i fotografi di eventi, ma interessa anche i rilevatori di cantieri e le aziende di logistica dell’ultimo miglio che sperimentano consegne con droni. Le società in possesso delle approvazioni “zona verde” della Direzione Generale dell’Aviazione Civile (DGCA) devono ora prevedere tempi di contingenza nei progetti di mappatura o ispezione ogni volta che vengono imposte restrizioni ad hoc simili.
Le associazioni di settore chiedono una piattaforma centralizzata in stile NOTAM per pubblicare in tempo reale le restrizioni sui droni, sostenendo che l’attuale mosaico di ordini a livello distrettuale rende difficile la conformità per gli operatori a livello nazionale. Il Ministero dell’Aviazione Civile, nel progetto di Regolamento sui Droni 2025, prevede un portale simile, ma i tempi di attuazione restano incerti.
Gli esperti di privacy dei dati, pur apprezzando l’approccio prioritario alla sicurezza, invitano le autorità a bilanciarlo con criteri trasparenti, affinché le operazioni commerciali legittime con droni, soprattutto nelle ispezioni di infrastrutture critiche, non vengano ostacolate da divieti imprevedibili.
Gli operatori che violano l’ordine rischiano il sequestro delle attrezzature e procedimenti penali ai sensi del Codice Penale Indiano e dell’Aircraft Act. Sebbene la restrizione sia temporanea, essa sottolinea l’approccio sempre più proattivo dell’India sulla sicurezza dello spazio aereo a bassa quota, a seguito di molteplici incursioni di droni al confine con il Punjab quest’anno.
La misura colpisce principalmente gli hobbisti e i fotografi di eventi, ma interessa anche i rilevatori di cantieri e le aziende di logistica dell’ultimo miglio che sperimentano consegne con droni. Le società in possesso delle approvazioni “zona verde” della Direzione Generale dell’Aviazione Civile (DGCA) devono ora prevedere tempi di contingenza nei progetti di mappatura o ispezione ogni volta che vengono imposte restrizioni ad hoc simili.
Le associazioni di settore chiedono una piattaforma centralizzata in stile NOTAM per pubblicare in tempo reale le restrizioni sui droni, sostenendo che l’attuale mosaico di ordini a livello distrettuale rende difficile la conformità per gli operatori a livello nazionale. Il Ministero dell’Aviazione Civile, nel progetto di Regolamento sui Droni 2025, prevede un portale simile, ma i tempi di attuazione restano incerti.
Gli esperti di privacy dei dati, pur apprezzando l’approccio prioritario alla sicurezza, invitano le autorità a bilanciarlo con criteri trasparenti, affinché le operazioni commerciali legittime con droni, soprattutto nelle ispezioni di infrastrutture critiche, non vengano ostacolate da divieti imprevedibili.
Fonte: The Times of India