
In un post schietto pubblicato la vigilia di Capodanno su X, l’Ambasciata USA in India ha ricordato ai richiedenti visto che “violare le leggi sull’immigrazione statunitense comporta conseguenze”, nonostante decine di migliaia di indiani siano ancora bloccati nel paese in attesa di colloqui per i visti H-1B e H-4, continuamente rinviati da metà dicembre. L’avviso è stato criticato come insensibile, arrivando in un momento in cui le liste d’attesa per gli appuntamenti si estendono fino a marzo 2026 in molti consolati.
I ritardi derivano dalla decisione di Washington, dal 15 dicembre 2025, di estendere il controllo obbligatorio dei social media alle categorie di visti lavorativi. Gli ufficiali consolari ora impiegano fino a 30 minuti per caso per esaminare i profili pubblici, riducendo quasi della metà la capacità giornaliera di colloqui. Gli avvocati dell’immigrazione segnalano che i passaporti vengono trattenuti per settimane in attesa di “procedimenti amministrativi”, compromettendo le tempistiche dei progetti globali di aziende IT e ingegneristiche indiane.
Per i datori di lavoro, il collo di bottiglia si traduce in costosi posti vacanti nei progetti USA, perdita di fatturato e una corsa a dirottare i talenti verso Canada o Europa. Un colosso dei servizi con sede a Bengaluru ha dichiarato a Global Mobility News di aver trasferito il 12% del personale interessato a centri di consegna near-shore in Messico. Anche le famiglie sono separate: i dipendenti H-4 non possono viaggiare finché i richiedenti principali non superano i controlli di sicurezza.
La nota dell’Ambasciata ribadisce che presentarsi alla data originale del colloquio dopo un rinvio comporterà il rifiuto dell’ingresso e avverte che qualsiasi falsa dichiarazione, online o offline, può innescare divieti pluriennali. Si invita a mantenere le impostazioni dei social media “pubbliche” e a portare con sé prove di impiego genuino.
Consigli per i team di mobilità: prevedere un margine di 12-16 settimane per le assegnazioni negli USA, valutare opzioni di lavoro da remoto come prima scelta e monitorare quotidianamente lo stato CEAC. Le aziende con elevati volumi di H-1B dovrebbero preparare pipeline alternative di assegnazione per mitigare l’incertezza crescente nel più grande corridoio mondiale di talenti in uscita.
I ritardi derivano dalla decisione di Washington, dal 15 dicembre 2025, di estendere il controllo obbligatorio dei social media alle categorie di visti lavorativi. Gli ufficiali consolari ora impiegano fino a 30 minuti per caso per esaminare i profili pubblici, riducendo quasi della metà la capacità giornaliera di colloqui. Gli avvocati dell’immigrazione segnalano che i passaporti vengono trattenuti per settimane in attesa di “procedimenti amministrativi”, compromettendo le tempistiche dei progetti globali di aziende IT e ingegneristiche indiane.
Per i datori di lavoro, il collo di bottiglia si traduce in costosi posti vacanti nei progetti USA, perdita di fatturato e una corsa a dirottare i talenti verso Canada o Europa. Un colosso dei servizi con sede a Bengaluru ha dichiarato a Global Mobility News di aver trasferito il 12% del personale interessato a centri di consegna near-shore in Messico. Anche le famiglie sono separate: i dipendenti H-4 non possono viaggiare finché i richiedenti principali non superano i controlli di sicurezza.
La nota dell’Ambasciata ribadisce che presentarsi alla data originale del colloquio dopo un rinvio comporterà il rifiuto dell’ingresso e avverte che qualsiasi falsa dichiarazione, online o offline, può innescare divieti pluriennali. Si invita a mantenere le impostazioni dei social media “pubbliche” e a portare con sé prove di impiego genuino.
Consigli per i team di mobilità: prevedere un margine di 12-16 settimane per le assegnazioni negli USA, valutare opzioni di lavoro da remoto come prima scelta e monitorare quotidianamente lo stato CEAC. Le aziende con elevati volumi di H-1B dovrebbero preparare pipeline alternative di assegnazione per mitigare l’incertezza crescente nel più grande corridoio mondiale di talenti in uscita.
Fonte: Times of India
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